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I dolori del giovane scrittore esordiente - parte IX: le autoproduzioni

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Di Simone Marzini

Christopher Paolini a quindici anni aveva un sogno: scrivere un romanzo fantasy. Non frequentava la scuola della sua città, ma studiava a casa, e in un anno ha terminato la stesura iniziale. Se Paolini fosse nato a Ponte nelle Alpi e avesse detto "Padre, non voglio andare a scuola ma studiare a casa e intanto scrivere un romanzo con i draghi" avrebbe probabilmente avuto come risposta: una compilation di bestemmie, una bufera di schiaffoni stile castigo divino e un calcio nel sedere che lo avrebbe catapultato direttamente nel suo banco al secondo piano dell'Istituto Tecnico Statale per Geometri Egidio Forcellini di Feltre. Siccome invece il Paolini in questione è del Montana, i suoi gli han detto: "Che grande idea! Poi stampiamo noi il libro e lo andiamo a vendere in giro".

Casualmente il libro fu letto da un noto giallista, che ne rimase folgorato e lo propose alla sua casa editrice. Il resto è storia. Milioni di copie vendute in tutto il mondo, film tratti dai suoi romanzi. I suoi libri si trovano perfino nella cartoleria edicola di Alleghe, 1000 Mt. s.l.m. e 1.357 abitanti. Ci sono andato martedì scorso a controllare.
Questo è ovviamente un caso estremo.

In Italia sarebbe possibile? 

Io credo di no, o almeno non in questi termini.
Il problema è sempre lo stesso: voi nella vostra libreria di fiducia, trovate delle autoproduzioni? Che poi passi qualcuno "che conta" che lo legga e lo proponga all'editore, non so, mi sembra una favola che si realizza una volta su un milione.
Cosa possiamo fare allora?

Dipende innanzitutto 
da cosa vi spinge ad autoprodurre il vostro libro.

Vediamo intanto come fare: prima dovete smazzarvi un po' di testi su come si realizza un libro, su come si impagina, sulle scelte grafiche per le copertine. Il risultato deve sembrare un libro figo, non una tesi di laurea.

Poi le strade principali sono due: rivolgersi a una tipografia o a un print on demand. I prezzi, e i risultati, sono diversi, in ogni caso sono sempre più che dignitosi. Dipende dalle vostre tasche e dalle tirature che volete realizzare. C'è anche una terza possibilità: stampare, cucire e rilegare il vostro romanzo a mano. Ne verrà fuori un piccolo gioiellino unico, ma occorrono parecchio tempo e manualità per fare questo.

Ma torniamo al motivo per cui vorreste autoprodurre il vostro romanzo. Se quello che cercate è una soddisfazione personale, una cosa fatta interamente da voi da regalare ad amici e parenti, allora siete a posto. Se non vi interessa sfondare, pubblicare per una big potete anche considerare dei siti di p.o.d. in cui chi vuole legge un estratto del vostro lavoro e se gli piace lo ordina e gli viene spedito a casa.
Ci sono lulu, boopen, il mio libro e tanti altri. Attenzione che alcuni vi chiedono di accettare una sorta di contratto editoriale, che vi vincola con loro, e in caso di vendita di copie vi mandano le fatture quindi dovreste pure mettere il tutto nella dichiarazione dei redditi. Vale la pena per poche decine, forse centinaia di euro? Non so, sentite il vostro fiscalista, non posso fare mica tutto io.

La seconda strada, a mio modo di vedere più stimolante, è far stampare il vostro libro in un tot di copie e poi iniziare a promuoverlo. Come prima cosa un sito web ad hoc, che crei una sorta di alone di sintomatico mistero sulla storia. Poi una serie di invii, mirati. Dovete fare in modo che del vostro libro se ne parli, che la gente "che conta" ne sia incuriosita. Non è facile, e soprattutto non è adatto a tutti i generi. Va studiato bene.

C'è anche una terza strada, che consiste nel creare un collettivo di autori, un'etichetta. Come i tre moschettieri per intenderci.
Deve essere riconoscibile, avere un marchio di fabbrica forte, che non vuol dire elaborato ma anche minimalista, purché resti impresso nella mente e venga associato al collettivo di autori. Così facendo potete sommare i vostri sforzi ed emergere con meno fatica. È una strada dura, come è duro creare un collettivo che sia affiatato. Ma è una strada sicuramente molto stimolante.

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Commenti

ahi!
andava tutto bene fino al collettivo di autori che sia affiatato. lì mi ha preso una fitta allo stomaco e un dolore incredibile.
mi era già venuto un dolore al fianco quando ho letto:che passi qualcuno che conta (uno scrittore affermato) e lo proponga a un editore.

(oggi mi girano un po'. scusate. ora commento sul serio) :)

l'autoproduzione potrebbe anche andare ma ha dei limiti e per me che sono pigra è troppo 'macchinosa'.
io ho già detto tante volte come farei se non trovassi un editore in tempi che ritengo ragionevoli: farei un sito web o meglio un blog dedicato e pubblicherei in rete.
ovvio, solo se ritenessi di avere fatto un buon lavoro. allora, qualcuno potrebbe obiettare: ma se pensi di avere fatto un buon lavoro, perché non cerchi ancora fino a trovare un editore che lo pubblichi?
risposta: perché sono impaziente e non mi piace tenere i testi nel cassetto. soprattutto un testo impegnativo come un romanzo che mi è costato mesi di lavoro (speriamo non anni)

A mio modesto parere, ritengo che l'auto-produzione, almeno che non hai davvero tanti soldi a disposizione, sia una strada impervia. Certo, c'è riuscito Moccia, non metto in dubbio che sia fattibile. Ma, come ho sostenuto in altri interventi, avere una struttura professionale alle spalle è sempre una buona cosa.

Oggi commento anche io.
Il mio romanzo l'ho scritto in 20 anni (leggasi VENTIANNIVENTI), questo perché l'ho fatto nel tempo libero e in questo tempo libero cercavo ricordi da scrivere, riscrive, cancellare, riscrivere, etc,etc. Ora detto libro si trova nelle mani del mio talentscout/editore/scrittore giá da piú di due anni. Lui, dice lui, che lo sta facendo leggere a gente che conta nell'"editoria grossa". Spero che nei primi mesi dell'anno prossimo qualcuno si faccia sentire.
Prima di firmare il contratto pensavo che, se non avessi trovato chi credesse nel mio lavoro certosino, lo avrei fatto stampare in molte copie e me lo sarei andato a vendere in qualsiasi luogo ci fosse un'affluenza di pubblico leggermente al di sopra di quello delle fiere paesane. Non perché il pubblico delle fiere paesane sia ignorante, ma perché in queste fiere si vende piú vino e amatriciana che la propria vita. Avevo (ho) ancora una idea per l'anno prossimo se nessuna "grande casa editrice" mi risponderá positivamente, (non sanno cosa potrebbero perdersi), dicevo, questa é la mia idea; cercheró qualche esordiente e gli/le proporró di unirsi a me e vendere i nostri libri ovunque si reputi un pubblico adatto. Ma spero di non dover recedere il contratto con il mio talentscout/editore/scrittore.
Penso ancora positivamente di ricevere per l'anno nuovo una lettera/contratto dalle "famose e grosse case editrici" alle quali é stato dato a leggere il mio manoscritto.

Il fai da te é l'ultima spiaggia, ma sicuramente non é l'isola di Robinson Crosué.

Logani

Chi diavolo è Robinson Crosué??? Io conoscevo un Crusoe una volta, ma non so che fine abbia fatto...
Tornando serio, penso anche io che l'autoproduzione debba essere l'ultima spiaggia. Prima di tutto arrivano le case editrici o le agenzie letterarie, poi, se proprio nessuno ci prende in considerazione, allora si può pensare anche ad un'autoproduzione o ad una pubblicazione sul web. Tra le alternative proposte da Simone, quella che mi piace di più è la seconda. Non sarebbe male farsi un sito dove si promuove il libro e iniziare a farsi pubblicità attraverso tutti i canali possibili immaginabili e inviando il libro stampato a "persone che contano". Non è da sottovalutare questo aspetto, è molto interessante...

Penso che l'autoproduzione alla fine sia a pari livello con certe case editrici che ti chiedono contributo... anche a loro si devono pagare le copie e acquistarne un certo numero no? E più autoprodotti di così... l'unica differenza è che con le case editrici ci lega un contratto ma bene o male ci fanno un pò di pubblicità... non tanta ma un pò... non so, quello dell'autoprodursi è certo rischioso... che fare se dopo aversi autoprodotto 200 copie ci rimangono tutte sul groppone? Non è che noi da soli possiamo mettere il nostro testo su Ibs o Bol o quei siti dove si vendono libri... e non possiamo nemmeno proporlo alle librerie perchè loro hanno in libreria solo i testi che le "alte sfere" cioè i proprietari illustri e i capi decidono di dover esporre sugli scaffali, per questo, la casa editrice ci può essere utile, perchè bene o male, mette il nostro testo nei siti di "vendita libri" nei cataloghi che girano le librerie ecc... l'utoprodursi è un rischio non indifferente secondo me... certo si può parlare di "ultima spiaggia" ma se posso dire come la penso, se dopo aver dato il nostro testo alle case editrici o magari ad un amico che conosce un altro amico che conosce uno che pulisce le scale di una casa editrice e questo magari, dopo aver pulito le scale riesce ad arrivare ad un personaggio che "conta" e questo personaggio... per fare un favore all'amico che pulisce le scale propone il testo a chi conta sul serio e questi non ritengono il testo valido per la pubblicazione, io mi demoralizzerei non poco e per l'autoproduzione ci penserei un milione di volte... è inutile sapete menar tanto il cane per l'aia anche perchè io adoro i cani e tutti gli animali e non potrei far male ad una mosca... sfonda chi conosce, chi un amico, chi per caso ha incontrato una persona che "conta" e se la fa amica anche se non gli sta simpatica... questo è il mondo...
Manuela

Marco, Robinson me lo ricordo Crosué, sará anche Crusoe, ma in qualunque modo lo si nomini, ebbe proprio sfiga. Scrisse dopo. E venne onorificato postumo.
Amen!

Logani

Ciao, allora per il collettivo non dovete vederlo come una sorta di vendita libri, ma come un'opportunità per imporre il proprio modo di scrivere al mondo.
Poi per il resto io non sono un fan dell'autoproduzione, ma mi sembrava giusto parlarne per completezza. Poi una volta che tutte le varie possibilità sono sul tavolo uno sceglie quelle che preferisce :)

Ciao a tutti , approfitto per dire che io è da un anno che tento di pubblicare il mio primo e fantastico libro " L'Imperatore Del Mondo " ( il Filantropo ) ( per leggere l'introduzione andare su NOTE , nella mia pagina Facebook ) .
Ho chiesto a mari e monti , case editrici , agenzie letterarie , scrittori , agenti , Siti per la pubblicazione fai da te , ho persino inviato copie , fatte da me con amore e cura , a vip dello spettacolo , imprenditori famosi , giornalisti famosi .

RISULTATO ZERO !!!!!!!!!

Se non ti autofinanzi , non fai nulla , e siccome io non ho molti soldi , non sono una velina, un politico corrotto , non vado con i trans , non sono un delinquente , non sono uno sportivo famoso , non lo do via ............

ALLORA !!!!!!!! tra un po farò una cosa nuova , socialmente utile che farà piacere a tutti gli amanti della lettura intelligente .

Anche perchè ho già da sfornare circa 35 racconti letterari di varie fasce e la mia testa è in continuo fermento e fantasia , per cui per non morire intellettualmente , farò qualcosa di buono per tanti , Ciao a tutti e non perdiamoci di vista . BUONE FESTE

@Romy Beat: io capisco la rabbia e il disprezzo per certe categorie (che disprezzo anche io tra l'altro), ma hai mai preso in considerazione l'ipotesi che il tuo libro non sia un buon libro? No, perché è un discorso giusto il tuo, che farei anche io, ma mi porrei poi anche la domanda "non è che il mio libro non trova il giusto aggancio perché è un'opera non riuscita?"...

@Marco: infatti! Lo so che hai risposto a Romy ma il mio commento, era proprio riguardante questa cosa... se nessuno ti prende in considerazione, anche dopo aver spostato mari e monti un piccolissimo dubbio ti viene o no? Magari il tuo romanzo non è adatto alla pubblicazione ecc... o forse a chi l'hai mandato era troppo occupato (per non dire pigro) per leggerlo e magari dare un giudizio...
Manu

Uno scrittore molto influente dice che un romanzo bellissimo e interessante perde tutto il proprio carisma se non segue queste regole;

“1) Scrivi in modo che ti capisca il netturbino, l’idraulico, la donna delle pulizie, la massaia rurale. 2) C’è un solo modo di scrivere: chiaro. Chi scrive in modo oscuro o è un somaro o è un imbroglione. 3) La frase si compone di un soggetto, di un predicato, possibilmente verbale, di un complemento oggetto. Se vuoi mettere un aggettivo, chiedi il permesso al tuo editore. 4) Chi dice con dieci parole quello che può dire con cinque è capace di qualunque delitto”.
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Sbaglia?

Logani

Sul 2 e 3 si può concordare. Sul 4, è una frase simpatica, ma dipende. A volte frasi 10X5 sono belle frasi.
Sull'1 sono d'accordissimo solo come paradosso. In realtà, alcuni dei libri più belli che ho letto, scritti in modo chiaro, con frasi 5X5, soggetto, predicato, complemento, non sarebbero stati capiti dal mio idraulico.
Ma forse è il mio idraulico poco attento alla vera letteratura :-)

Ho chiesto ció perché molti "onolevoli sclittoli" tendono a voler immolare nell'immagginario popolare la "loro umiltá". Quell'umiltá che io chiamerei da "pubblico", da "sembrare". Insomma; tante buone parole, proprio come i politici.

Logani

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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