Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Vertigine dell'enumerazione

Sul+Romanzo+Blog+lista-spesa.jpg
Di Michele Ruele

Pare che l’ultima moda del web siano le liste.
I giornali danno elenchi di liste per la spesa (http://www.grocerylists.org, con tanto di scansioni da vecchie liste cartacee), informazioni geografiche (http://www.worldatlas.com/geoquiz/thelist.htm), cose da fare prima di morire (http://www.2dobeforeidie.org ), desideri da condividere (http://www.wishlistr.com ).
Eccetera.

Enumerare è parente etimologico di annoverare: se enumero colloco gli oggetti nella sfera dell’esistente, nel novero delle cose sottratte all’invisibile e all’inatteso.

Enumerazione più o meno caotica come figura dello stile prediletta dagli scrittori: Corrado Govoni, Aldo Palazzeschi, Carlo Emilio Gadda, Edoardo Sanguineti, Paolo Volponi, Italo Calvino. I dialettali: Giuseppe Gioachino Belli, Carlo Porta, Delio Tessa, Raffaello Baldini. Ma poi i campioni del carnevalesco François Rabelais, Luigi Pulci, Teofilo Folengo. Eccetera.

Gli elenchi sono prediletti dagli autori che tendono all’anarchia e al parlato.
Dal punto di vista compositivo siamo nell’ambito di quella che i trattati di retorica chiamano oratio soluta, cioè quella sintassi che si rifà al parlato colloquiale, in cui la disposizione delle parti non è preordinata né sottoposta a regole. Sono così il flusso di coscienza o la prosa usata da alcuni autori contemporanei: Gianni Celati o Paolo Nori o, a volte, Michele Mari, Umberto Eco. Eccetera.

Internet, in fondo, è un elenco caotico. Anobii, Flickr sono siti che pur con qualche intento classificatorio tutto sommato rimandano allo schema primitivo dell’elenco. Eccetera. Uno dei più bei siti di libri, un proto-anobii, è la lista dei libri letti da Art Garfunkel dal giugno del 1968 a oggi (http://www.artgarfunkel.com/library.html).

Gli elenchi sono magici, esauriscono le relazioni indispensabili fra gli ingredienti o gli oggetti obbligatori. I sacerdoti romani arcaici scrivevano delle liste di dèi e di potenze, gli indigitamenta, che dovevano essere lette senza errori, pena l’inefficacia dell’invocazione. La dèa Iside è invocata come “colei che ha tutti i nomi degli dèi” nell’XI libro delle Metamorfosi di Apuleio (II sec. d.C.). Si usano elenchi dei nomi diabolici negli esorcismi.
Gli elenchi sono belli e sanciscono la bellezza: i cataloghi delle navi e degli eroi nell’epica; la lista che Leporello sottopone a donna Elvira nel Don Giovanni di Da Ponte/Mozart: “Madamina, il catalogo è questo / delle belle che amò il padron mio; / un catalogo egli è che ho fatt'io; / osservate, leggete con me. // In Italia seicento e quaranta; / in Alemagna duecento e trentuna; / cento in Francia, in Turchia novantuna; / ma in Ispagna son già mille e tre…”

Lo scrittore francese Georges Perec (1936-1983) prediligeva gli elenchi, li ha studiati e teorizzati, li considerava un gioco e uno strumento di conoscenza. Elenchi di ricordi e di cose. Il suo libro più notevole è Tentativo di esaurire un luogo parigino: piazza San Sulpice, una volta all’anno, sempre lo stesso giorno e alla stessa ora, diventa il teatro dello sforzo nomenclatorio di Perec, che vuole elencare "il resto: ciò di cui normalmente non si prende nota, ciò che non si osserva, ciò che non ha importanza: ciò che succede quando non succede niente, se non il tempo, le persone, le macchine e le nuvole".
Ma non si dimentica la Marguerite Duras di La vita materiale.
Né si dimentica L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett: il vecchio clown ubriacone Krapp a ogni compleanno riascolta i ricordi registrati negli anni precedenti.

E i dizionari sono formidabili elenchi. L’ordine alfabetico non garantisce armonia e struttura, è evidente. Fra i dizionari quelli nomenclatori si avvicinano di più alla mania annoveratrice. Un posto a parte merita il volume Dizionario del lessico erotico italiano del Grande dizionario della Lingua Italiana della Utet, che va citato qui non tanto per i contenuti, quanto per il grandioso sforzo nomenclatorio.

Non servono solo per ricordare, non sono solo bigliettini su cui annotare. Geografie dell’esistente, casuali ma anche necessari (se si cambia l’ordine dell’elenco cambia la cosa che l’elenco è), descrizioni della nuda vita, di quello che gli altri non vedono nello stesso modo: forma del pensiero, strumento stilistico. Evocazione. Tutto sommato un punto di partenza per ogni esplorazione, uno stadio precognitivo, il trampolino per tuffarsi nell’abisso. Gli elenchi sono casuali, aleatori ma anche conclusi e finiti: contengono tutto quel che è necessario, anche quando sono arbitrari.

Forse anche esperienza ridotta all’osso. Un esercizio dell’armamentario dell’Oulipo (Laboratorio di letteratura potenziale) era l’Inventario, ideato da Jacques Bens. Si estraggono i sostantivi da un brano in prosa o da una poesia: restano solo le cose.
Inventario dei sostantivi dalla sesta strofa della suite Farfalla di Josif Brodskij:

  Un paesaggio;
  una lente,
  un gruppo di ninfe
  e una danza e una spiaggia.
  Notte?
  Quale astro, la volta celeste?
  Figure nel paesaggio?
  Una copia?
Mentre l’originale completo è questo:
  Forse tu sei paesaggio;
  attraverso una lente
  scopro un gruppo di ninfe
  e una danza e una spiaggia.
  E fa chiaro laggiù come qui?
  oppure è cupo come
  di notte? e quale astro
  percorre, di’,
  quella volta celeste?
  Quali figure
  in quel paesaggio? e, dimmi, è copia
  di quale vero?

Sostieni Sul Romanzo!
Nessun voto finora

Commenti

leggere, leggere, leggere;
schematizzare, schematizzare, schematizzare;
scrivere, scrivere, scrivere;
daccapo.

(da: "A volte la magia funziona" di T. Brooks)

Un elenco che mi è sempre molto utile.

allora non sono io che sono paranoica! o quanto meno, non sono solo io. mi conforta questa diffusione della necessità di schematizzare e rendere lineare ciò che in realtà, magari, non lo è. in questo modo si giustificano i miei appunti, e i riassunti degli appunti, e gli schemi dei riassunti degli appunti. allora si giustifica anche anobii, che ormai è indispensabile ad ogni mio giro in libreria, come fosse una lista della spesa. sto ancora cercando un analogo sito per i cd di musica, ma arriverò anche lì...

@Marcello: :)
@Dirimpa: i tuoi appunti li avevo già giustificati a Firenze! Cribbio. :)

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.