Perché è importante leggere

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Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Spetteguless sulle siure & Co. - Settimana 4

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Il rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2009 dimostra che tra i lettori la metà circa (47,7%) non legge più di tre libri all’anno. Questi non sono spetteguless, ma i veri drammi di un paese che si pone come fanalino di coda in Europa. Non sono i talk show o il Grande Fratello il problema, esistono altresì negli altri paesi europei.
Per quale dannata ragione si legge così poco in Italia? Se si fa soltanto riferimento alle statistiche, siamo un paese di ignoranti e, quindi, a rigor di logica, certi accadimenti li meritiamo.
Se non ci sono mediamente strumenti di critica affinati e rafforzati di continuo verso il mondo e se stessi, qual è il futuro del nostro paese?

La Giunti ha fatto qualche cambiamento nel proprio organico e la Mondadori porta in tribunale Il Riformista, che risponde picche, si direbbe.

Romano Editore pubblica il vocabolario fiorentino, ops, il Vohabolario. Fiorentini, aggiornarsi, forza.

Due di due compie 20 anni e City intervista il noto autore, mentre la Bompiani di anni ne fa 80 e festeggia (ne abbiamo già parlato, ma credo valga la pena segnalarlo ancora).

Se fra l’11 e il 13 dicembre siete a Milano, beh, beccatevi il primo Salone della piccola e media editoria indipendente. La sfida con Torino è lanciata.

Sempre per citare la Giunti scopro che assieme alla Vallecchi ci sarà una collaborazione importante, se cercate qualcosa su Leonardo Da Vinci, bene, ora sapete da chi andare. E a proposito di collaborazioni: ecco la Fandango con la Coconino Press, di fumetti si tratta.

Spetteguless torna ogni settimana di mercoledì!
State in campana, qui ci scappa poco delle siure & Co.

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Commenti

Come mai si legge così poco in Italia? Beh, non voglio difendere chi legge poco (io leggo abbastanza quindi sono salvo!), ma penso che se prendiamo un italiano medio (lavoratore 8 ore al giorno, con famiglia e 1-2 figli), scopriamo che il tempo per leggere si riduce veramente a una miseria. Alzarsi presto, andare a lavoro, tornare per pranzo, scappare subito via di fretta, tornare a lavoro, poi di nuovo a casa. Stare con i figli, con la moglie, cenare. Alla fine 1) si è distrutti, 2) si vorrebbe magari stare con il proprio partner per guardare un po' di televisione, o anche per fare altro..., 3) non si può fare troppo tardi la sera perché il giorno dopo c'è da alzarsi presto di nuovo, portare il bimbo a scuola, andare a lavoro, ecc. Io sono dell'idea che alla maggior parte delle persone piacerebbe mettersi in poltrona a leggere, ma purtroppo questo non è sempre possibile. Bisognerebbe non avere altri interessi al di fuori della lettura. Non deve esistere una palestra o uno sport da fare, non devono esistere amici da frequentare, non bisogna avere un partner da portare a cena fuori, non bisogna avere un lavoro full-time. Sono un sacco di cose, praticamente non bisogna avere una vita, per poter affondare le chiappe in un divano e leggere leggere leggere. Ma la vita ce l'abbiamo e dobbiamo portarla avanti, allora eliminiamo le cose superflue, e penso (giustamente in molti casi) che la lettura possa esserlo per molti. Ma come mai succede questo e in altri paesi si legge molto di più? Io penso che sia un problema di organizzazione del lavoro e della vita. Sono stato a Parigi e la gente legge ovunque: in autobus, in metropolitana, mentre aspetta un taxi, mentre mangia una colazione al bar, mentre è al McDonald... Sarà un fatto di organizzazione penso io, oltre che di mentalità. Sarà perché non sono costretti a usare sempre la macchina, visto che metropolitana, autobus e taxi funzionano 100 volte meglio che da noi; sarà perché il lavoro è organizzato in maniera tale che non finisci all'una per riprendere alle quattro del pomeriggio, ma magari inizia prima la mattina e finisce prima la sera, con pause pranzo ridotte, in maniera che alla fine della giornata hai sempre quelle due ore in più rispetto al lavoratore italiano; sarà per altri 100 motivi, e non so nemmeno se quelli detti sono giusti. Penso addirittura anche alle strade. Sì, le strade. In Francia le strade sono curate e la lettura in pullman o in metropolitana è un piacere. Provate a leggere su un autobus italiano: dossi, buche, strade sconnesse, tombini, vediamo se arrivate a fine corsa senza vomitare. Tutto questo per dire che probabilmente la colpa è della mentalità, forse dell'organizzazione, forse di una promozione al libro peggiore rispetto agli altri paesi, ma comunque la è sempre dell'italiano, anzi, di tutti gli italiani, e l'unica consolazione che me ne viene fuori è quella che chi legge stia diventando una merce rara da queste parti, da tenere con i guanti e prendere in considerazione. Ma da chi? Da altri italiani...

Ciao! Visto che il link è come un bicchiere di vino, non lo si nega a nessuno, ora siete sul mio blogroll.
E visto che un link non lo si nega a nessuno, che ne direste di uno scambio di link?
Se doveste dire di no...fa lo stesso, voi sul mio ci sarete sempre.

@Marco: le motivazioni della prima parte del tuo commento non spiegano perché in altri stati europei, dove si lavora in media più del nostro paese, si legga molto di più. Questione di mentalità, esatto. Tanti italiani si sono lasciati andare... convinti che la cultura sia una cosa superflua. Un dramma.

@Manuela: mi prenderò il tempo di leggere un po' il tuo blog, come faccio con tutti gli altri prima di inserirlo fra i link amici. Grazie della visita.

Non ho la sfera di cristallo, magari la possedessi! però mi pare che il problema stia nel modo in cui in generale, a partire dal governo (tutti i governi degli ultimi 20 anni) a scendere fino all'ultimo cittadino, ci si impegni a svlilire e sminuire la cultura. Chiunque dimostra un minimo di intelletto o di conoscenze o semplicemente di pensiero laterale viene subbito tacciato come un animale da baraccone, sbeffeggiato e spesso martoriato.
Tutti quelli che tentano di usare un minimo di intelletto, sollevandosi dalla media, rimangono con l'essere dei figli unici, convinti che «nell'amaro Benedettino non sta il segreto della felicità».
La situazione della cultura nel nostro bel Paese è davvero frustrata e preoccupante.

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