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Come leggere un libro

I dolori del giovane scrittore esordiente - parte III

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Di Simone Marzini

Qualche mese fa il mio amico Marco è tornato a fare il cammino di Santiago di Compostela. Ci era andato l'anno prima, e in maggio l'ha terminato. Mi raccontava che il numero dei pellegrini è aumentato quest'anno, molte persone che si erano trovate senza lavoro, in cassaintegrazione, l’avevano intrapreso: tanto a casa tutto il giorno che ci stavano a fare? Erano queste le motivazioni principali di molti di loro.
Allo stesso modo in questo anno di crisi nera molta gente, che vedrà purtroppo aumentare il proprio tempo libero, scriverà un romanzo.
Ci posso scommettere quello che volete.

Questo si traduce in maggiore concorrenza per chi invia il proprio manoscritto ad una casa editrice. Con questo non voglio scoraggiarvi, anzi, vi sto esortando: vi trovate in concorrenza con tanti altri scrittori? Allora dovete essere migliori di loro. Non posso insegnarvi a scrivere meglio, ma darvi un paio di consigli utili a cui magari non avete pensato, quello sì.
Il padre della mia morosa dice sempre che l'abito fa il monaco. Per la cronaca vende abbigliamento.
Credo abbia ragione: in una società che ha creato cose assurde come la moda e i reality show l'apparenza gioca un ruolo fondamentale. Tutti questi giri di parole e luoghi comuni sono per dirvi di non spedire mai e poi mai un fascicolo di copie stampate nel sottoscala. Vi verrebbe mai in mente di andare a fare un colloquio in tuta da ginnastica con le macchie di sugo? Ecco, visto che dovete affidare il vostro manoscritto alle poste italiane e verrete giudicati in primo luogo da quello, cercate di spedirlo confezionandolo in maniera professionale. I refusi dovranno essere ridotti al minimo sindacale, errori ortografici non devono essercene, l'impaginazione deve essere curata. Avete presente quando leggete un qualsiasi libro e le parole sono tutte allineate pari pari sia a destra che a sinistra? Ecco, se scrivete in word usate la funzione sillabazione automatica, in modo che si vada a capo col -, curate le intestazioni dei capitoli, la struttura della pagina. Per le virgolette dei discorsi usate queste «» e non queste "". Chi valuterà il vostro lavoro dovrà riuscire a leggerlo comodamente: dimensione del font e interlinea adeguate non sono un'opinione. Inserite sempre una sinossi, che deve essere accattivante: deve incuriosire chi la legge, deve fargli venire una voglia smodata di leggere il romanzo, deve creare delle aspettative forti.

Passiamo a qualche consiglio pratico: qual è il formato ideale per spedire un manoscritto? Non lo so. Probabilmente il volume già rilegato. Ma qui entra in gioco uno dei dolori del giovane scrittore esordiente, il conto in banca. Basta fare un giro nei siti internet che offrono print on demand per vedere che i costi di stampa di un volume di circa 200 pagine non sono proprio bassi. Iniziano ad essere accettabili per lotti di 25 copie, che forse sono anche troppi per le nostre esigenze. Parliamo sempre di costi superiori ai 200 euro. Ne vale la pena? Mah... ci sono alternative più casalinghe ma altrettanto dignitose.

Io ho sperimentato queste:
- i dorsini rilegafogli. Sono quei cosi in plastica a forma di U che servono a pinzare i fogli. Costano poco, sono comodi, ce ne sono di tutte le misure, si possono abbinare a cartoncini colorati e pagine da lucido trasparenti per fare delle sovracopertine. Se si gioca bene con i colori e la grafica il prodotto confezionato ha un bel colpo d'occhio. Attenzione all'impostazione del margine sinistro però, dovete aumentarla in modo che non venga mangiata nelle pagine centrali.
- rilegafogli a spirale. Sono comodi per la lettura, se avete una bucafogli adatta e vi fate il lavoro in casa avrete un costo bassissimo di realizzazione. Nei centri stampa tendono a lucrarci un po' (a me una volta la rilegatura è costata 3 euro).
- spillatrice (o cucitrice, graffettatrice). Ha dei limiti per quanto riguarda il numero di fogli, anche se ne esistono di professionali per oltre 200 pagine, ma come soluzione è economica e pratica. Rispetto alle altre soluzioni non permette di aprire e richiudere il manoscritto, se vi capita di dover sostituire un foglio, o se avete sbagliato l'ordine di inserimento delle pagine, siete fregati.

Scegliendo una di queste soluzioni e recandovi in un buon centro stampa potrete confezionare il vostro libro con meno di dieci euro. Se lo stampate in ufficio o vi arrangiate in casa con i vari kit di riempimento cartucce spenderete anche con meno, sempre che abbiate a disposizione molta pazienza e una stampante che fa il fronte retro. Nulla vieta poi di adottare soluzioni più professionali come rilegatura termica, cuciture a sella ecc.ecc.ecc. dipende da quanto volete investire economicamente. Ricordatevi bene di inserire tutti i vostri recapiti nella prima pagina dopo la copertina: nome, cognome, indirizzo, telefono, email. Se volete mettere la vostra biografia fatelo alla fine, indicando quelle notizie che possano essere di qualche interesse per chi andrà a leggere il vostro manoscritto. Quindi, se nel poker di facebook avete 2 milioni di dollari, se siete campione di lancio della salsiccia o riuscite a fare le scoregge mettendo la mano sotto l'ascella, meglio non indicarlo. Mettete le vostre esperienze letterarie, le pubblicazioni, se lo ritenete opportuno.
Allegate sempre una lettera di presentazione, in cui indicare nuovamente i vostri dati. Se volete scrivete i motivi per cui dovrebbero pubblicarvi, alcune case editrici lo richiedono, ma evitate di scrivere che il vostro libro è bellissimo, lo leggeranno e valuteranno secondo i loro gusti. Non scrivete che se non vi pubblicano non capiscono niente, potrebbero venir loro dei giustificati preconcetti nella valutazione. Non scrivetelo neanche dopo che magari vi hanno rifiutato, usando forum e blog come valvole di sfogo, il mondo editoriale è piccolo e non è conveniente parlare male degli altri. Fareste solamente una pessima figura.
Siate educati, insomma. C'è talmente poca educazione in questa nostra società che apparirete rivoluzionari a chi vi legge.

Nel prossimo intervento vedremo di approfondire la scelta della casa editrice, con alcuni consigli e considerazioni.


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Commenti

... quindi deduco che tutti quelli che non hanno la vocazione al pellegrinaggio, scriveranno un romanzo?
... magari qualcuno giocherà a calcetto :)

bè il mio amico è andato a fare il pellegrinaggio per trombare :)

uomo intelligente il tuo amico, magari ha letto una anteprima dei 100 motivi per non scrivere e ha pensato di utilizzare meglio il suo periodo sabbatico :) g.

dipende dai punti di vista, è che qui nel belpaese non batteva chiodo :-P

oh, meno male. un po' di sano cazzeggio :)
si potrà dire "sano" nel blog di Morgan?

certo che così ci alieniamo i lettori/scrittori che parlano forbito e spingono il naso di lato quando pensano ci siano odori non buoni...

scusate, oggi va così ;)

@Morena: i critici letterari li lasciamo parlare in altri siti... il nostro blog è plebeo, lo si sa.

non so se sentirmi lusingato o offeso dai vostri commenti...

ah, Simone, Simone...

ho solo scherzato. e mi riferivo, ovvio, a ciò che ho scritto io.
il tuo post è eccellente.

@Simone: sentiti lusingato, Morena non so :)

Hai scommesso bene! Da quando ho smesso di lavorare - un mese circa - ho iniziato anch'io a scrivere.
Uso solo un blog e non credo che mi presenterò mai ad una casa editrice. Sono un ingegnere delle telecomunicazioni, quindi non ho esperienza di lettere. Però scrivere mi aiuta a sentirmi bene.

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