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Di Simone Marzini

Casa editrice grande o piccola dicevamo…
Faccio una premessa: il mese scorso ero a Bologna per le premiazioni del concorso Coop For Words, e c’era a presenziare la giuria Gianluca Morozzi. Chiamato sul palco ha iniziato a parlare del suo approccio alla scrittura, degli inizi, di come avesse perso diversi concorsi letterari e poi alla fine pubblicato il suo primo romanzo per Fernandel.
Ora, Fernandel non è che sia la casa editrice più grande a est di Greenwich, ma è una realtà tenuta in forte considerazione dalle big. Infatti pubblicare per loro gli ha aperto delle porte. Se Morozzi avesse pubblicato per una casa editrice a pagamento secondo voi poi sarebbe passato a Guanda? Credo proprio di no.

Diciamo che principalmente possiamo delineare due strade. Quella del duro lavoro, della palestra con le piccole case editrici che porta a migliorarsi e se si è bravi a finire in serie A, e la categoria di quelli da tutto e subito. Che è un po’ come andare in un reality show, dove inizi che sei un parrucchiere cagliaritano pettinato coi petardi e poi finisci in televisione e vinci il festival di Sanremo (e senza cambiare pettinatura). Sarà un mio pensiero, ma i primi di solito danno riconferma delle loro prove, i secondi finiscono a fare le meteore, e come tali passano una volta e poi ci rivediamo dopo ogni tot mila anni.
Io quando finirò il mio romanzo, ormai rimane solo da sistemare l’editing, credo che lo manderò prima alle case più grandi, quelle di cui ho i ripiani della libreria pieni. Vorrei tutto e subito, facendo un lavoro che mi mantiene ma che mi impegna 40 ore la settimana (tragitti esclusi), posso permettermi di fare una lunga gavetta? No, io sono ambizioso: vorrei che la scrittura diventasse la cosa che mi mantiene anche economicamente, non solo spiritualmente. Allo stesso modo credo la penseranno molti di voi.

Da stime pubblicate nel web pare esistano circa 4000 case editrici (alcune sono tipografie mascherate) e qualcosa come oltre 50.000 nuove uscite annuali. Di queste in libreria ne arrivano il 20%, forse anche meno. Di questi, quanti sono già scrittori affermati? O personaggi pubblici? Calciatori, politici, veline? Troppi.
Di esordienti ne arriveranno, con buona visibilità, quanti? Una decina?.
Quindi traducendolo in percentuale abbiamo lo 0,0002% di possibilità di essere fra questi, anche se mi sa che sono stato largo coi numeri, e di esordienti ne arrivano 2 o 3.
Sempre tralasciando il primo sbarramento, cioè che il nostro manoscritto venga accettato e pubblicato.

Insomma, non vorrei demoralizzarvi, ma la strada è lunga e in salita. A me la cosa importante che mi permette di tirare avanti è che comunque sono giunto a fine sfida, e ho scritto un romanzo, di cui in certi giorni sono orgoglioso e certi giorni meno, ma l’ho creato io, ed è unico, per quanto questo vocabolo possa voler dire tutto o niente.
Adesso la fine che farà dipenderà da tutta una serie di fattori che Raymond Carver riassumeva in una triade: perseveranza, talento e fortuna.
A presto, adesso scusatemi ma non ho più tempo, devo compilare la domanda per andare a fare il tronista a "Uomini e donne".

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Commenti

Eh eh, mio caro amico: siamo sulla stessa barca. Proprio oggi, anzi ora (dopo aver spento il computer) vado a valutare una proposta editoriale di una piccola casa editrice. Speriamo di essere in quei 10, ehm, 2 o 3 volevo dire!!

mi sa che è una barca affollata :)
Per la piccola casa editrice il consiglio che posso darti e di valutare bene il fattore distribuzione: se non hai intenzione di fare anche il promotore del tuo romanzo (non lo dico con accezione negativa, ma solo che bisogna avere il tempo e le energie per farlo) guarda che abbia una distribuzione nazionale. In bocca al lupo e tienici aggiornato sugli sviluppi!

E' sempre molto istruttivo leggere i tuoi scritti.. perchè sono giovane e ho tante illusioni e leggerti mi permette di tornare con i piedi per terra e di riflettere.

Ciao a tutti. Volevo fare una domanda a riguardo: come mai soltanto il 20% di quelle 50.000 nuove uscite arriva in libreria? Il restante 80 dove va? Mi scuso per la mia ignoranza, ma per ora sto scrivendo e alle case editrici non sto ancora pensando. Forse sbaglio, ma se mi pongo mille sbarramenti ora per quello che sarà, non lo finirei nemmeno il mio romanzo. Se non va in libreria, dicevo, dov'è che finisce?

Marco

x marco: a casa degli scrittori?
allora battute a parte ci sono da valutare determinati fattori, quali dimensioni della libreria e tempo di permanenza del romanzo sugli scaffali. Ovviamente quest'ultimo è correlato al successo. Ora, ogni libreria ha uno spazio fisico da riempire, e solitamente ci vanno a finire i romanzi più richiesti. Gli altri possono anche rimanere dal distributore, finchè non vengono richiesti (e qui entrano in gioco i clienti e la capacità dell'autore e dell'editore di generare richiesta). Molte delle opere di autori emergenti si possono acquistare solo dai siti degli editori o bisogna richiederli direttamente in libreria.
Sempre che l'editore abbia distribuzione nazionale.
Molti libri poi, con l'avvento del print on demand, vengono stampati in basse tirature e poi ristampate all'occorrenza. In questo caso restano nel pc dell'editore.
La scelta delle case editrici è un dilemma esistenziale per tutti gli scrittori esordienti :)

x occhi di notte: Ciao, ma dici a me, l'autore del pezzo, o a Morgan, creatore del blog? Perchè siamo due persone diverse :)
Se i complimenti sono per me li apprezzo molto!
ciao!
Simone Marzini

@Simone: cioè, fammi capire un attimo. Uno scrittore scrive un libro, lo manda ad una casa editrice, a questa le piace e fa un offerta, lo scrittore è d'accordo e accetta, il libro viene pubblicato. Ecco, dopo la pubblicazione, ancora mi dovrei chiedere se finirà in libreria oppure no? Te lo chiedo perché non lo so. E' pura ignoranza la mia.

Grazie,

Marco

Allora, dipende da una serie di fattori, che andremo a vedere in seguito. Diciamo che nel contratto dovrebbe essere specificata la tiratura iniziale. Quindi se per esempio la casa editrice pinco palla ti mette 200 copie (numeri a caso per darti un'idea) direi che è difficile trovarla in ogni libreria d'italia. Probabilmente si troverà nella tua città, perchè si spera che amici e conoscenti te la acquistino. Altri invece come specificato sul loro sito fanno solo vendita online. O magari solo in alcune catene librarie. Ma non è automatico che un libro pubblicato si trovi ovunque. Comunque fai presto a vedere, fai un giro in una libreria vicino a casa e guarda che editori sono presenti. Non credo ne troverai 4000 :)
Finora ho detto solo i contro, ma i piccoli editori per un esordiente hanno moltissimi pro. Sono più attenti nella selezione, leggono tutte le cose che gli arrivano, seguono meglio il percorso di crescita dello scrittore, ci infondono una passione eccezionale, ci tengono a promuovere i loro autori. In una big sei un numero fra tanti. Ma le risorse sono dispari (ho trovato una tabella degli aiuti statali sull'editoria, ne farò un articolo in seguito).
Ovviamente sta a te valutare cosa scegliere, internet da questo punto di vista è un grande aiuto, puoi trovare esperienze personali di molti esordienti in giro per la rete. Che naturalmente vanno sempre valutate senza prenderle per oro colato...

Grazie mille, molto chiaro ed esauriente.

Marco

comunque continua a seguire il blog, perchè ci saranno degli interventi sulla rivoluzione dell'editoria digitale e credo che cambieranno molte cose. ciao!
Simone

Io seguo sempre il blog! Tutti i giorni!

Marco

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