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Scritturosi: Dati, recapiti e biografia da inviare alle case editrici

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Luca Rossi decide di inviare il suo manoscritto ad alcune case editrici, allegando i suoi dati:

“Luca Rossi nasce a Cosenza il 13 aprile 1961, in una giornata plumbea che segna il suo destino. Infatti i suoi primi racconti, scritti durante le scuole elementari, hanno come tema dominante la pioggia e le nuvole. Cresciuto fra sogni a occhi aperti e letture delle Giovani Marmotte, diplomatosi con il massimo dei voti al liceo classico, si laurea con lode in Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma. Prosegue il suo cammino accademico con una borsa di studio concentrandosi a Parigi sul tema dell’esistenzialismo. Nel frattempo continua a scrivere, pubblicando alcuni racconti noir su diverse riviste, sia italiane che francesi. La filosofia compenetra i suoi sogni letterari, una inscindibile dall’altra, decide di convivere con entrambe e avvicinarle. Incontra sulla via di Damasco il suo scrittore preferito: Albert Camus. A lui decide di dedicare le sue opere narrative”.

Volete bruciarvi qualsiasi possibilità che un editor vi prenda in considerazione? Bene, componete qualcosa di simile.

Una presentazione ridicola e nauseante. Consegnerebbe un’idea precisa a chi vi legge: siete ricolmi di ego. Un buon motivo per non avere nulla a che fare con voi, con buona probabilità il manoscritto finirà nel cestino. A un editor interessa poco se voi siete laureati o meno, se c’è stato qualche segno provvidenziale della vostra genialità letteraria et similia.

Quando spedite un manoscritto (parleremo anche delle modalità con cui farlo in un prossimo post), dovreste limitarvi a fornire le informazioni necessarie affinché si possa essere eventualmente ricontattati.
Quindi, gli elementi sono i seguenti:

Nome e Cognome
Indirizzo (Via o Piazza, numero civico, CAP, città, provincia)
Numero di telefono
E-mail

Questi sono i dati che saranno presenti sia sulle prime pagine del manoscritto sia sulla lettera di presentazione (parleremo più avanti anche di questa).
Non dovete stupire un editor con la vostra vita, lui/lei vorrebbe stupirsi grazie al vostro romanzo. Non dimenticatelo.

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Commenti

Mi sembra quantomeno saggio. Sai cosa, vecchio Sul? A volte confondiamo l'invio del manoscritto con la sua pubblicazione... Una presentazione come quella di Luca, vera o fittizia che sia, andrà semmai scritta nel risvolto di copertina del cartonato Mondadori; lì, in fondo, ciascuno è libero di fare quello che vuole. Stefano Verz

Neanche su quella, caro anonimo! Altrimenti scatta la battuta: "ma tutta questa ispirazione non poteva metterla nel romanzo che ha scritto?"

ma come? vogliono anche il mio indirizzo? e pure il numero di telefono? pensavo bastasse il nome e la mail.
... uhmmmm... la cosa si fa complicata. ci devo pensare. non so se lo spedirò...

@Morena: stai scherzando vero?

Marco

@Marco: sì, stavo scherzando. Ma sei preoccupato perché pensavo bastasse il nome, o perché forse non spedirò il manoscritto [il computerscritto]?

@Morena: ero preoccupato perché sembrava che tu non volessi inviare il manoscritto semplicemente perché dovevi indicare indirizzo e numero di telefono. Ovviamente sono due dati fondamentali. E' un po' come se tu inviassi un curriculum senza quei dati. Ti riderebbero in faccia...
Comunque quel "forse non spedirò" continua a preoccuparmi...
Marco

@Marco: no, il mio "forse non spedirò" riguarda solo la mia pigrizia. devo decidermi mentalmente per fare una cosa simile. con il mio carattere pubblicherei tuto in rete subito (e non è escluso che lo faccia)
era, comunque, un modo di riderci sopra.
per ora, però, devo ancora finire la scrittura. quindi il problema non si pone per ora.
grazie. m.

Menomale che bastano questi pochi dati! Sono gli unici che ho sempre inviato alle case editrici insieme a sinossi, testo e un breve curriculum letterario. All'inizio avevo avuto il dubbio se dover scrivere qualcosa di personale sulla mia vita (gli scrittori si pensano sempre con una vita difficile, dediti all'alcol, con strane manie...) Per me lo scrittore é un mestiere che vorrei intraprendere. Se decidessi (per assurdo) di propormi come impiegata in banca o simili non racconterei mai nulla di personale al colloquio, non presenterei un curriculum sentimentale, non racconterei della mia infazia felice o drammatica perché dovrei farlo con un editore? E Aggiungo menomale...sono timida! :)

giorgia

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