Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 97

Rileggete le lezioni 8 e 92. Concentrazione massima sull’incipit, il vero biglietto da visita.
Si narra che taluni editor decidano se gettare il manoscritto nel cestino o meno soltanto leggendo la prima pagina. Che sia leggenda o verità non è rilevante, certo è che se incontrate la stessa persona vestita sciatta o elegante le reazioni di solito sono agli antipodi. Non è tanto distante da come si percepisce un incipit.

Ogni parola deve essere studiata. Ogni virgola e punto devono essere studiati. Le sillabe non dovrebbero creare cacofonie. La curiosità del lettore è il primo e più importante obiettivo da conquistare.

Rivedete gli appunti che avete scritto per la lezione 92, pensateci con calma. Rileggete il vostro incipit decine di volte, giungerete a conoscerlo quasi a memoria. Oltre ai contenuti, considerate la musicalità come spiegato nella lezione 93.
State attenti a non dire tutto o troppo, lo ripeto affinché sia chiaro: state attenti a non dire tutto o troppo.

Ripensate alle cartelle che avete prodotto finora, vi sembra che l’incipit sia congeniale? Sarebbe meglio cambiarlo o necessita di semplici modifiche?.
Non scrivete oggi, prendetevi soltanto il tempo per seguire alla lettera la lezione.
Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (3 voti)
Tag:

Commenti

Sono d'accordo :)

Vaaa bene! ;)

Ciao a tutti! =) Purtroppo sono arrvata solo da qualche giorno, e le lezioni stanno finendo =( Fortunatamente sono già a buon punto, perché gli argomenti che spieghi sono già abbastanza sviluppati nel mio romanzo.
Eh si, perché ho iniziato a scriverlo molto tempo fa =) Sono un po' lenta, ma procede molto bene... almeno fino a qualche giorn fa, quando ho incontrato "il blocco dello scrittore"! Credevo di aver sbagliato qualcosa, e così cercando, ho trovato questo blog...
Ottima idea davvero!
Grazie per i tuoi consigli!
Giulia =)

L’incipit, questo è il problema!
Ti sarei grato se esprimessi un giudizio sull'incipit del mio abbozzo di romanzo.
(Ho tentato di mettere a frutto le tue lezioni su ritmo-punteggiatura)

Il tabellone elettronico dell'aeroporto continua a scorrere noiosamente i voli in arrivo.
Eccolo, il numero di volo corrisponde, finalmente, anche se in ritardo, è atterrato.
Ora, c'è da attendere che recuperi gli eventuali bagagli imbarcati.
Ripasso mentalmente alcune domande che mi ero preparato, poi ripenso a tutto quello che già ci eravamo detti, dalla prima telefonata, timorosa e poco cordiale, all'ultima, poco prima dell'imbarco, in cui, con una mal celata ansia, mi avvertiva che l'aereo sarebbe decollato circa quaranta minuti dopo l'orario prefissato.
Sono stanco, da quando non dormo una notte intera senza svegliarmi continuamente in preda ad i pensieri ed ai dubbi.
Sistemando nervosamente il nodo della cravatta e mi accorgo che sto continuando ancora a fissare, imbambolato, quel schermo luminoso mentre tantissimi nuovi voli si sono accumulati.
Ma quanto tempo è passato dall'atterraggio?
Più di un'ora e mezza!
Possibile che ancora non si sia ancora affacciato dalla porta degli arrivi?
Sarà successo qualcosa!
Si saranno, semplicemente, smarriti i bagagli o avrà subito qualche controllo particolare da parte della polizia doganale.
Potrebbe anche, all'ultimo momento, aver deciso di non imbarcarsi più.
Adesso il nodo della cravatta mi sembra davvero troppo stretto!
Devo assolutamente telefonarlo.
Niente! Non è raggiungibile.
Cerco un addetto per chiedere informazioni.
Non mi sa dire nulla.
Mi rivolgo allo sportello delle informazioni.
Ancora niente.
Non mi do per vinto.
Mi faccio chiamare un responsabile qualsiasi.
Arriva, con tutta calma, un tipo basino con il mento molto pronunciato e un aria cosi annoiata da far venire voglia di sbadigliare soltanto a guardarlo.
"Mi scusi ma è una questione importante", sospirai e poi aggiunsi, "il volo è atterrato quasi due ore fa e la persona che attendevo ancora non è uscita!"
"E sicuro che non è già andato via? Capita continuamente."
"Si, sono sicuro. O prestato la massima attenzione, non mi sarebbe sfuggito."
"Provi a telefonarlo."
"Crede che non ci abbia già provato prima di venirla a disturbare. Piuttosto, le sarei grato se potesse verificare la lista dei passeggeri?
"Lei, è un familiare?"
"No."
"Allora non posso darle alcuna informazione. Buona sera."
"Ascolti, la prego," insistetti mantenendo la calma, "sono un avvocato e sto attendendo un testimone chiave per un processo molto importante di cui sicuramente sentirà parlare allungo."
"Avvocato lei sa meglio di me c'è l'apraivici !"
"La privacy !"
"Si quella cosa lì."
"Le assicuro, da avvocato e da persona che ha studiato quella cosa lì per anni," aggiunsi non mantenendo più la calme, "che in questi casi prevale la necessità di evitare un pericolo più grave, lei rischia di incorrere in un omissione che la può rendere complice in qualcosa di cui non si rende neanche conto!"
"Si calmi, avvocato, non c'è bisogno che si alteri."
"Sono calmo, ma esasperato!"
"Facciamo un eccezione, come si chiama la persona?"

Grazie
Rosario

manca una "h" in:
"Ho presatato molta attenzione...."
Probabilmente non o prestato molta attenzione ....
Errore di battitura, chiedo venia.
Ho ritrascritto integralmente il mio incipit senza rileggere (per paura, forse, di cambiarlo nuovamente).
Rosario

Rosario, io potrei dirti che cosa ne penso, spiegarti secondo me, ripeto, secondo me, che cosa è interessante e che cosa no. Ma non lo farò, mi dispiace, ma non posso farlo.
Non puoi neppure immaginare la quantità di persone che mi ha scritto in questi mesi mail inviandomi parti, incipit, dialoghi, descrizioni, ecc, e a tutti ho detto che non posso fare una valutazione, non ho davvero né il tempo né la forza psichica per farlo durante le mie già dure giornate di lavoro.
Se lo facessi in questa occasione per te, verrei meno al rispetto e alle ragioni che ho portato a tutti gli altri.
Scusami, credo che sia giusto così.
Mi è capitato di cedere in alcune rare occasioni, ma ora ho deciso di avere un'unica linea di pensiero e comportamento su questa faccenda, spero che tu possa comprendere. Grazie.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.