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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 90

La scorsa lezione ha avuto come tema principale lo spazio, in questa invece proverete a concentrarvi sul tempo, sui diversi tempi che avete sviluppato e sulla relazione fra loro. Come nello spazio, la simbologia amalgamata rappresenta la sintesi migliore che possiate creare.

Subito un esempio: se intendete descrivere uno dei primi baci fra due innamorati, al pari della vita, dovreste fare scorrere lentamente i secondi, fermando la scena, rendendola quasi immobile. Al contrario, se il bacio è fra due amanti colleghi d’ufficio che vivono in clandestinità il loro rapporto è chiaro che la scena dovrà essere movimentata, appassionata, i secondi incombenti. Due casi agli estremi, ovvio che le sfumature possono essere numerose e le unità narrative del tutto originali, l’importante è che riflettiate sulla dimensione temporale che dovrebbe trovare nei momenti rilevanti del romanzo una natura simbolica correlata.

Non ci sono solo l’intreccio e le sue dinamiche, altresì le contingenze peculiari della singola temporalità sviluppata in un’azione, in una descrizione, in un dialogo, ecc.

Le espressioni come “dopo pochi minuti” o “dopo qualche secondo” possono essere espresse in modi meno netti, quasi per traslare l’idea dello scorrere del tempo nella mente del lettore. Ben vengano frasi quali “si alzò, camminando avanti e indietro per la stanza, almeno tre volte, decise di sedersi, poi, si rialzò, e seduto nuovamente” e “cominciò a battere il piede per terra, e ancora”. I minuti e i secondi scorrono comunque, ma la differenza è che negli ultimi casi chi legge si prefigura la dimensione temporale, pure in maniera visiva.
Le medesime tecniche sfruttatele per salti di periodi più lunghi, settimane, mesi, anni.

Dichiarare il tempo in maniera quantitativa non è un modo sbagliato di narrare, tuttavia esporre il fluire con scene ad hoc assume un sapore pregevole.
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Commenti

oh, sì.

anch'io, sì.

ieri era il 9/09/09, palindromo, lezione numero 90 :)
Giorgio

uh, non mi ero accorta. grazie giorgio :)
(non mi ero accorta della concomitanza della lezione 90, non della data)
Morgan l'varà studiato per mesi di arrivare con la lezione 90 al 9/09/09 :)

L'avevo pensato ank'io!
Morgan, ho due dubbi:
1) Per parlare di prezzi conviene scriverli integralmente o cifra e simbolo? Esempio: "consigliò di servirci, al modico prezzo di 7€, di [...]" oppure "sette euro"?

2) Stessa domanda riguardo gli orari. Sono certo che per parlare di un orario preciso non c'è altra soluzione che scriverlo in cifre "indicava le 6:15 quale orario d'imbarco", ma per gli orari "tondi", che possono essere scritti anche a parole, cosa consigli? Esempio: "Terminammo l breve chiacchierata intorno alle 20" o "intorno alle venti"?
Grazie!

Giorgio

Il palindromo con il 90 anche, da brivido :) Morena, vabeh che ho strutturato lezioni che sembrano fatte da un ingegnere, ma non sono Nash, il matematico svitato :)

Giorgio: gusti credo, io nel primo caso scriverei sette euro, nella questione degli orari invece metterei i numeri, consegna anche il senso del tempo in miglior modo secondo me. Grazie a te.

Più che Nash, sarebbe stata da Zeno Cosini!
Giorgio

:)

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