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Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Scrivere un romanzo (II) - Lezione 1.a La gestione del tempo

Vi sono due aspetti da considerare: risparmiare tempo e organizzarlo al meglio.
La sensazione è di non averne mai a sufficienza. Esistono persone che nonostante tanti impegni gravosi riescono a coltivare le proprie passioni con costanza, come riescono a farlo? Perché di questo si tratta: avere il tempo necessario per scrivere ogni giorno, ma che cosa significa necessario?.

Mi sembra già di sentire qualcuno di voi: «Mio figlio mi occupa l’intera giornata» oppure «quando esco dall’ufficio mi porto dietro i problemi» ecc. Nessuno mette in dubbio che le vostre vite siano occupate, sto cercando solo di riflettere sul senso del tempo che gestite ogni giorno, dando voce interiore a interpretazioni.
Vi sono alcuni comportamenti che potete eliminare o quanto meno correggere affinché possiate mettere da parte qualche minuto prezioso? In quale modo vi impegnate nelle faccende, potete pensare a una strada più semplice al fine di risparmiare tempo? La strada che fate ogni mattina per recarvi al lavoro, il mezzo che utilizzate, che cosa pensate finché non siete arrivati, la preparazione del pranzo o della cena, lo sport o la televisione della sera, gli impegni dei figli, la burocrazia agli uffici. C’è un’analisi seria da eseguire sulla vostra quotidianità, siete sicuri che non vi sia nulla che siete in grado di plasmare in maniera vantaggiosa?.

Le abitudini impongono di solito pensieri e azioni, nulla tuttavia vi impedisce di rimettervi in discussione, di guardare con occhi diversi ai minuti del giorno. Dovete fare tutto ciò che fate? E se sì, lo state facendo nel miglior modo per quanto concerne il tempo o vi rendete la vita difficile?

Sezionate le abitudini,
scaraventatele al muro, osservatele.

Se il buongiorno si vede dal mattino, è facile constatare come proprio in tali momenti si palesino le differenze più illuminanti. Chi non riesce ad alzarsi senza tre sveglie, chi si trascina come uno zombie fino al bagno, chi si lava la faccia con l’acqua fredda e chi senza quella calda non osa immaginarsi, chi fa una ricca colazione e chi butta giù soltanto un forte caffè, chi indugia nel letto girandosi e rigirandosi nonostante il suono maledetto della sveglia. Conobbi anni addietro una persona che aveva trovato una soluzione geniale: una lampada che nell’arco di venti minuti rendeva la stanza da letto illuminata a giorno, così poteva godersi il risveglio fino all’ora prestabilita senza traumi: nessun suono, solo una luce con intensità crescente. Gli aveva cambiato la vita, diceva.

Non è così banale parlare del risveglio, pensate a un collega di lavoro o a un famigliare che a seconda dell’esperienza dei primi minuti del mattino avrà la luna storta o meno per l’intera giornata, dite la verità, ne conoscete almeno uno. E non condizionerà la giornata solo a se stesso, ma anche a chi gli/le sta vicino. Rendetevi la vita facile, soprattutto nel momento del risveglio.
Io ho il mio metodo consolidato: da tempo non mi rigiro sul letto quando scatta la sveglia, mi alzo subito, vado in bagno e mi lavo la faccia con acqua fredda. Magari non è facile all’inizio, ma a lungo andare mi ha portato numerosi benefici, in termini di umore e di lucidità.

Altra questione. Come e quanto tempo impegnate al bagno il mattino? Ho avuto negli anni decine di coinquilini nei vari appartamenti che ho condiviso, è sempre per me stato curioso osservare le abitudini altrui. Mi ricordo per esempio una ragazza che si svegliava sempre imbronciata, non trovava mai le cose, si lamentava dal primo minuto, sbatteva porte, usciva di casa due volte su tre infastidita, cercava il pettine che s’era perso o il rimmel misteriosamente volatilizzato, condizionando l’umore dell’intero appartamento. Un giorno provai a esaminare il suo armadietto: il caos più totale; lo si poteva desumere già da come posava il suo asciugamano, ve lo lascio immaginare. La sua camera non era diversa, un disastro. Una coincidenza? No, ovvio. Non si organizzava, tutto all’ultimo secondo e in mezzo a un disordine incredibile.
Se avesse pensato ai suoi comportamenti le sue giornate sarebbero cambiate e guai a farglielo notare, lei non sbagliava nulla, sosteneva, «è la vita che è una…».

Domani vi parlerò sempre di questo, di altri momenti della giornata. Da questo dovete iniziare, per risparmiare il tempo e dedicarlo così alla scrittura.
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Commenti

quest'uomo è un genio :)

buona serata prof

Mi permetto di opinare che non è troppo difficile sedersi a tavolino tirare due righe e capire che con una migliore ottimizzazione dei tempi si riuscirebbe anche a realizzare progetti ambiziosi! Quello che risulta difficile è mantenere la costanza, la disciplina, mantenere le "sane" abitudini di tenere l'armadietto del bagno sempre in ordine! Scusate ma a voi non capita mai che si apra una finestra e tutta la scrivania in perfetta efficienza vada a trasformarsi in un turbinio di carte, fogli cartelline, appunti, matite, vocabolari che si sfogliano? Si vede che dalle mie parti soffia vento troppo spesso. Oppure che neppure con il sogno di imparare a scrivere bene riesco a sottostare alla disciplina per lungo tempo. Stella

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