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Charles Dickens, Stefano Benni, François Rabelais, Socrate, Luis Sepúlveda, Voltaire, Jane Austen, Leonardo Sciascia - i primi che mi vengono in mente – hanno fatto uso, anche se con modalità differenti, dell’ironia nei loro testi. Si possono perfino sviluppare tematiche complesse grazie al sorriso, un sorriso che si può manifestare con intelligenza o vigore, con delicatezza o spontanea esagerazione.

La leggerezza non è sempre superficialità, anzi. Certo, calibrarla non è semplice e se coincide con l’intero sviluppo dell’intreccio del romanzo è dote di pochi renderla armonica fra le parti; ciononostante, consapevole che gli esercizi pratici siano l’unica via per conquistare spazi prima insperati, credo che anche voi, a tratti, sarete abili nell’utilizzare l’ironia.

Il lettore necessita talvolta di sorridere leggendo, o per distrarlo o per divertirlo oppure per farlo riflettere, e i tre scopi potrebbero convergere assieme.
Voi che siete alle prime armi potreste decidere di scegliere un personaggio e renderlo ironico. Create una situazione rallegrante oppure una condizione che porti un personaggio ad accettare la vita con leggerezza, per un momento o per una nuova percezione filosofica del mondo. Pensate a qualcosa di buffo che faccia sorridere. Alcuni pensieri sarcastici o, dopo avere citato Socrate, immaginate Luca che simula di non sapere, ma che con ironia interiore conduce chi lo ascolta verso determinate idee. E perché non far dire a un bimbo una frase ingenua ma parecchio dilettevole?. Non dimenticate che l’ironia può essere suscitata narrando un evento ridicolo o addirittura un personaggio che si comporta sembrando comico.

Capite come le modalità possano essere davvero numerose. Il consiglio è di sfruttare appieno questa tecnica.
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Commenti

l'ironia è una grande dote. chi non l'ha per sé stesso e per la vita, difficilmente potrà usarla nella sua scrittura. credo.
anche la leggerezza è una qualità difficile da emulare. o c'è o non c'è.
ma sono sempre mie idee.

Io sono molto ironica.

ahahahahaah.

Riesco ad essere ironica nella vita, ma nella scrittura mi capita di esserlo solo per caso.
Mariella

su tutto l'autoironia!
potri firmarmi la nanabianca... eheheh

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