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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 73

La relazione che intercorre fra le lezioni che tento di illustrarvi e la bellezza del vostro romanzo è pari a quella che esiste fra la biologia e la magia della vita. Sezionare un corpo non crea bellezza, lo si conosce nelle sue più piccole parti e nel farlo si naviga in mari profondi, lontani dal molo di cui vi ho parlato nelle primissime lezioni. Voi, in questi mesi, avete studiato tanta biologia.
La magia della bellezza appartiene ad altre dimensioni che non sono e non possono essere legate al semplice studio delle tecniche, anche se fondamentali. E ahimè la bellezza non può essere insegnata.
Continuando la metafora, voi dovreste dedicarvi con passione alla conoscenza della biologia, migliorando la vostra comprensione delle diverse tematiche proposte, ricercando soluzioni nuove, facendo esercizio continuo, criticando con consapevolezza ogni passo.

Uno dei termini che accompagna chi scrive un romanzo è “esitazione”. Si esita nelle scelte; si esita nell’eliminare una parola, una frase, un periodo; si esita nell’essere severi con se stessi. Ecco, esitare non vi aiuterà. Siate risoluti.
Un altro termine che vi è noto è “impazienza”. Si è impazienti con se stessi; si è impazienti perché si vorrebbe avere pronto il romanzo; si è impazienti quando qualcuno disturba i momenti in cui siete più concentrati. Ecco, essere impazienti non vi aiuterà. Siate calmi, cercate la calma nello scrivere.
A causa dell’esitazione e dell’impazienza perdete del tempo prezioso.

“Dunque, caro Lucilio, fa’ ciò che mi scrivi; fa’ tesoro di tutto il tempo che hai. Sarai meno schiavo del domani, se ti sarai reso padrone dell’oggi. Mentre rinviamo i nostri impegni, la vita passa. Tutto, o Lucilio, dipende dagli altri; solo il tempo è nostro”.
[“Epistulae morales ad Lucilium” di L.A.Seneca]

E senza impazienza ed esitazione prendetevi oggi del tempo per pensare ai tempi che avete dedicato ad ogni personaggio. Per quanto concerne i principali, sono sufficienti i tempi per farsene un’idea precisa? Avete dedicato loro il giusto spazio?. Non è soltanto una questione di sviluppo narrativo. Riflettete.
Se Tizio è presentato come timido e verso la fine della storia diventa più estroverso, meno chiuso nella sua dimensione interiore, è un percorso che necessita certamente di un’evoluzione ma anche di tempi pensati con cura. Quanti? Quante volte si è presentato finora? E i cambiamenti sono stati improvvisi per una particolare ragione oppure dosati con pazienza?.
Attenti su questo punto, non siete solo sui libri di biologia, state creando la bellezza del vostro romanzo.
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Commenti

oh... [sospiro]
e che belle le lettere a Lucilio.
e bello che siano citate in questa bella lezione, tra biologia e bellezza.

che bella lezione, questa. Avrei dovuto segnarmi tutte le lezioni in cui ho detto: che bella questa! Ma le ritroverò alla fine comunque.

io sto imparando a controllare l'impazienza. avrei voluto accorciare i tempi, ma proprio non si può. ora ho capito e non scalpito più.
con l'esitazione vado meglio (per ora), perché non ho avuto molte occasioni di eliminare. in seguito vedremo.
vado a verificare i tempi (ma lo stavo già facendo. è una questione complessa questa. necessita di molto tempo) :)

Ottimo per me l'invito alla pazienza perchè quando ho trovato la soluzione al problema del quale "la mia creatura" necessita, mi affretto a riversarla sulla tastiera e poi, una volta letta nero su bianco, mi ci affeziono. Da oggi cercherò di affezionarmi di meno
Mariella

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