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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 62

Epanodo, zeugma, apallage, dilogia, paromeosi, entimema, a che cosa state pensando? Cibi stranieri, oggetti strani o attrezzi meccanici? Sono figure retoriche, esse sono utilizzate per plasmare effetti particolari; in realtà, accade che tutti le usino, ma pochissimi sappiano definirle e conoscerle per il loro nome e struttura. Allo stesso modo si guida l’autovettura nonostante i più non sappiano affatto che cosa siano un filtro antiparticolato o un gruppo termico.

Qualcuno potrebbe pensare soltanto ad artifici poetici, vero, non di rado, ma altresì nel vostro romanzo possono entrare a pieno titolo, arricchendo la scrittura con originalità.
Se vi dico metafora o climax vi sentite maggiormente coinvolti, perché forse già le conoscete, eppure ve ne sono molte altre che potrebbero fare al caso vostro. State considerando di inserire un effetto originale in un dialogo e non sapete come comportarvi, bene, procuratevi la grammatica che già in passato vi avevo consigliato di tenere sempre a portata di mano e consultate l’indice alla voce “figure retoriche”.

C’è chi crede che la lettura di tanti e interessanti romanzi doni abilità e talenti creativi, io credo da tempo che non sia sufficiente, anche se anni fa vivevo inseguendo tale falso mito (affascinante e artistico, ma debole e non veritiero). La lettura è fondamentale, come guidare è importante per spostarsi velocemente. Ma se si vuole costruire un'auto, vi è la necessità di conoscerne le sue parti: il motore, la carrozzeria, le ruote, i sedili, il cambio, ecc.

Davvero siete convinti che per creare un romanzo
basti soltanto leggere molto?

Se fosse così, i libri e le scuole di scrittura creativa, i consigli degli scrittori, le grammatiche e i dizionari non servirebbero a nulla, sarebbe sufficiente solo leggere…
Non cadete nell’errore di considerare l’atto di scrivere un romanzo una dote artistica del tutto avulsa dalle operazioni concrete e legate con profondità a un qualche tipo di regole consolidate nel tempo.

Cito un esempio per chiarire. Tutti fanno esperienze di continuo e accumulano consapevolezza, un giorno, si avvicina qualcuno che conoscete e vi dice: «Perché continui a fare così? Non è più semplice farlo per questa via?». Allora voi vi accorgete che avete speso del tempo a rifare il medesimo passaggio quando potevate semplificare le cose.
Le categorie nella vostra testa cambiano se sapete individuarle, ripeto, se sapete individuarle. E per individuarle bisogna conoscerle. La lettura emoziona, dona certo consapevolezze, ma non definisce le categorie. Desumete qualche esempio, vi aspettate che Pirandello o Calvino scrivano in un modo prevedibile, ma voi avete bisogno di discernere con precisione avendo in testa una categoria particolare, un’idea astratta che vi illumini il percorso.
Il paragone è immediato: intendete attraversare un bosco cercando qualche indicazione colorata sugli alberi o portandovi appresso una mappa dettagliatissima con consigli di percorso?.
A voi la scelta.
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Commenti

Hai perfettamente ragione! Mi capita spesso di fare qualcosa e poi qualcuno mi dice le esatte parole "perché non fai così?" e seguendo il consiglio tutto risulta molto più semplice. E' la scoperta dell'acqua calda, ma a volte non è semplice arrivarci. Come affermavi nelle tue prime lezioni, sui cerchi e sulla loro divisione in spicchi: non ci ho mai pensato, anche se mi sono fatta le mie "tabelline" per poter gestire la storia, ma certamente il metodo da te descritto è di gran lunga più "visivo" e pratico. Sopratutto "implementabile" facilmente. (implementabile esiste?)
Per quanto concerne la lettura, certo, serve per aprirti la mente... poi scrivere un buon libro, beh, servono i mezzi, esattamente come dici tu.
Credo di aver afferrato qualche buona idea da questo tuo corso. Il prossimo che farai lo seguirò provando a scrivere qualcosa. Speriamo bene!
Ciao ^^^---

uhhhhh... :)

mi documento e poi ti dirò. sono sicura che apallage e zeugma siano già nel mio carnet. hanno un nome così de li zio so :)

io so che tu hai pienamente ragione, perciò confesso la mia ignoranza con semplicità. io tutte queste figure retoriche non le conosco, però mi piace molto conoscere le cose che non so.
d'altronde, se tutti nascessero 'imparati' tu cosa stavi a fare?

Che bella lezione! Mi è sempre piaciuto imparare cose nuove. Per ora mi sono documentata su Internet. Dopo che avrò compreso a pieno, cercherò di mettere in pratica le "tue" figure retoriche.
Grazie
Mariella

Anche tu, come tutti gli insegnanti seri, dici di tenere a portata di mano una buona grammatica e consultarla. Ce ne fosse uno che cita con nome e editore la grammatica "per l'aspirante scrittore": con zeugma, paromeosi, punteggiatura nei dialoghi, accenti. Ma poi esiste?
Livia

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