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Problemi con il mondo editoriale? Raccontalo! Ad altri potrebbe servire...

Credo di averlo scritto in alcune occasioni quanto io per primo sia stupito delle tante mail che mi sono giunte, e con una continua crescita in quantità. Se facessi riferimento soltanto alla piattaforma Blogger non potrei spiegarmelo, come giustificare la situazione con 130-140 visite al giorno? Allora ho compreso che Facebook è la risposta, con la mia lista “amici” che supera le 1500 persone.
Ho inserito la sezione FAQ di recente che ora mi serve per indirizzare parte dei tanti che mi scrivono chiedendomi il più delle volte le stesse cose.
Si dice che gli italiani leggano poco, per quanto riguarda la mia piccola esperienza del blog posso affermare con sicurezza che dall’altro lato vi sono molti che vorrebbero scrivere un romanzo.
Io non sono uno scrittore, non sono un editor, non sono un docente di Lettere, informazioni che già conoscete di me, eppure mi pare legittimo chiedermi la ragione per la quale tanti mi stanno seguendo con assiduità. E di conseguenza mi chiedo il ruolo di Sul Romanzo e in qualche modo provo a rispondere a quelli che mi hanno fatto rivelazioni ben precise. Ci arrivo, seguitemi.

La maggior parte di coloro che tenta di scrivere un romanzo aspira a pubblicarlo con una casa editrice. Ora, altresì per esperienza diretta, so quanto sia complicato fare finire il manoscritto sulle mani di chi conta, di chi legge davvero, di chi insomma potrebbe permettere la pubblicazione (ammesso che l’opera sia meritoria). E ricevo ogni giorno mail di qualcuno che mi racconta (per condividere, per sfogarsi, per confrontarsi, ecc) situazioni frustranti, difficili, complesse a contatto con il mondo editoriale.
Per non parlare di fregature vere e proprie, di chi chiede un anticipo di 2000 euro per qualche centinaia di copie e poi si scopre che non ha una distribuzione (se sei una tipografia non definirti casa editrice…); di chi ha firmato un contratto e poi alcune clausole erano non del tutto chiare e infatti da ciò sono nati i problemi; di chi invia manoscritti da anni senza mai ricevere una risposta se non dalle case editrici a pagamento e quindi una grande frustrazione; le situazioni che mi avete descritto mi hanno lasciato spesso con l’amaro in bocca. Davvero. Lavoro, faccio le mie cose e poi mi prendo del tempo per leggere le mail, ogni giorno rimango di sasso per qualche vicenda.

Chiaro che io non posso fare nulla di importante, tuttavia se con un semplice blog posso essere di utilità a qualcuno sono ben felice di intervenire.
Sul Romanzo da oggi cercherà di dare voce a chi desidera condividere le proprie esperienze negative a contatto con il mondo editoriale (case editrici e agenti letterari). Per essere solidali e utili a qualcun altro.
Proviamo a fare un primo passo, consapevole che strada facendo calibrerò i modi e i mezzi più efficaci.

Inserirò sempre in bella vista una nuova sezione: “Problemi con il mondo editoriale”.
Spero di fare emergere vicende che possano essere d’aiuto ad altri e mi auguro che qualcuno fra voi abbia il coraggio di raccontare ciò che ha spiegato a me con una mail. Vi ringrazio per la collaborazione.
Nessun voto finora

Commenti

Quello che dici è vero. Chi scrive vorrebbe essere pubblicato da una vera casa editrice, perché questo vorrebbe dire che scrive davvero e che qualcuno è davvero disposto a leggerlo! Non è forse questo una fonte di orgoglio per ogni scrittore? Almeno questo è sempre stato il mio sogno. All'inizio parti in sordina, scrivi e scrivi per te stesso - e per quei quattro gatti di amici che ti leggono e dicono che sei bravo, ma che altro potrebbero dire? - poi invii i tuoi lavori e, come racconti tu, ti rispondono solo le case editrici chiedendoti soldi. A me è capitato, come a tutti quelli che ti hanno scritto. Ci ho pensato seriamente per quasi una settimana (era il termine che mi avevano dato e mi chiedevano quasi 2.800 euro): perché no? mi dicevo, in fondo è vero che è difficile puntare su uno scrittore esordiente e che il mondo dell'editoria non deve essere facile (tutte motivazioni che ti davano dopo averti detto che scrivi da Dio e prima di parlare di versamenti in comode rate mensili). Mi hanno salvato due cose: il non avere 2.800 euro e tante testimonianze raccolte su vari blog a proposito delle case editrici a pagamento. Va da sè che quelle che non chiedono contibuti non mi hanno mai risposto. Ho pubblicato due libri con boopen, tanto per distribuirli fra quelli che mi conoscono (e che sono gli unici che mi hanno acquistato), ma boopen non ha editing, sebbene ti facciano firmare un contratto editoriale. Fa niente. Continuo a mandare i miei lavori ad ogni concorso che ritengo serio (e non sono molti nel campo della fantascienza) e continuo a scrivere perché non ne posso fare a meno. Invidio l'autrice di Harry Potter che ce l'ha fatta e leggo il tuo blog, perché spero sempre che cambi qualcosa, che quello che credo sia un mio "talento" non sia solo frutto anch'esso della mia fantasia.
A presto.

Anch'io rientro nell'allegra combriccola di persone che hanno ricevuto una proposta editoriale a pagamento. Anche a me ha fatto ridere, per non dire piangere, la pignoleria in cui i 2000 euri che avrei dovuto pagare, erano stati suddivisi in rate con tanto di centesimi conteggiati.
Posso solo dire che, nel momento in cui avrò il sentore di aver scritto qualcosa che meriti davvero di essere pubblicato, "mi sbatterò come il polipo" (traduzione: mi sbatterò come il polipo, ehehehe) per far sì che il mio testo venga trattato come un'opera d'arte e non come un semplice prodotto tipografico.
Per ora, aspetto, rifletto, accumulo esperienze. Se ce l'ha fatta Melissa P., posso farcela anch'io. Tzè! :-)))

Due storie personali.
1-Avevo raccolto una trentina di poesie e le avevo inviate a una piccola casa editrice ma che mi sembrava seria. Mi hanno inviato una lettera piena di complimenti (anche se fatti con intelligenza) in cui mi si diceva che erano interessati alla pubblicazione delle poesie ma dovevo dare un contributo di 1800 euro. Mi sono informato con calma e ho scoperto che non è in sostanza una casa edtrici, ma una tipografia, manca quasi completamente di distribuzione. Che schifo.
2-Inviaii un romanzo in manoscritto ad alcune case editrici un paio di anni fa. Mi hanno risposto soltanto quelle a pagamento. Non sapevo che fossero a pagamento prima, altrimenti non avrei inviato loro il materiale.

C'è un business molto sporco nell'editoria, almeno nelle piccole case editrici che si definiscono tali ma che in realtà sono tipografie che speculano sui sogni e sofferenze degli scrittori in erba.
Non so come sia in altri paesi, in Italia credo che abbia a che fare con la classica arroganza di certa gente, in altre parole, farabutti ignoranti.
Scusate la sfogo.

Massimo L.

Ho pubblicato con una piccola casa editrice, mi avevano riempito di belle parole e ho sborsato 900 euro per la prima tiratura, poi, mi sono accorto che avevano una pessima distribuzione e soprattutto concentrata in pochissime regioni.
Vi consiglio di informarvi sulla distribuzione anche, mi hanno fregato su questo.
Luca

Ebbene sì, ci sono passata anch'io. Pur avendo vinto due Concorsi letterari, posso farvi l'elenco di quanti editori/tipografie mi hanno contattato (anche con telefonate insistenti) per pubblicare con un "piccolo contributo alle spese" oscillante da 3'000 a 9'000 euro. Questo nonostante nella lettera/email di contatto, io abbia sempre specificato in grassetto che "non ero disposta a partecipare economicamente in alcun modo". L'arroganza di certe persone non ha limiti!
Un certo Direttore mi ha perfino minacciata di denuncia se non avessi ritirato le offese a lui indirizzate (a suo dire) semplicemente per aver risposto indignata che non mi sembrava un comportamento corretto.
Per fortuna sono riuscita a non farmi travolgere dall'entusiasmo di vedere il mio nome stampato su una copertina a colori bell'e pronta (certo, mi ha fatto effetto!)...
Ho tenuto duro e ce l'ho fatta.
Ho scritto il mio primo romanzo nel 2003 e nel 2008 ho trovato una casa editrice - piccola ma seria - che mi ha presa in considerazione a costo zero. Certo, la distribuzione non è capillare ma, in fondo, io ho preferito accontentarmi. Il mio editore partecipa a tutte le fiere della piccola/micro editoria e tra una cosa e l'altra, in un anno ho partecipato a una dozzina di serate di presentazione (naturalmente a mie spese).
Credo che la cosa importante sia chiarirsi se il proprio nome stampato soddisfi o meno il proprio ego al di là del numero di copie distribuite, perchè se invece la meta finale è la mega editoria/distribuzione/fama/ricchezza... per quanto mi riguarda, meglio lasciar perdere.
Se vi interessa (e per approfittare - senza vergogna - di questo spazio per promuovermi), il mio romanzo si intitola "Canto africano", edito da Il Ciliegio.

Su richiesta, posso fornirvi l'elenco degli editori a pagamento di cui sono a conoscenza. Anzi, perchè non creare uno spazio da aggiornare e creare una lista sempre più completa?

Auguri a tutti.
Federica Gazzani

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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