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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 60

Tema nevralgico per qualsiasi scrittore, sarà un romanzo fantasy? Oppure sociale, storico, di fantascienza, rosa, giallo, filosofico, ecc?

Le categorie, nel Novecento, sono venute meno, introducendo generi ibridi e sperimentazioni inaspettate. Non è qui la sede idonea per definire e discernere, ai fini della vostra sfida è tuttavia rilevante considerare almeno un aspetto: non importa se intendete rispettare le regole di genere o negarle con creatività, ciononostante a questo punto dovreste essere in grado di intuire il taglio che avete adottato e così poterne valorizzare le peculiarità.

Se il vostro romanzo è ambientato a Costantinopoli nel 300 DC, oltre a ricerche mirate, avete la possibilità attraverso le descrizioni di contestualizzare con accortezza; se invece volete catapultare il lettore nel 2045 sarà allora proficuo narrare con cura il salto temporale rispetto alla contemporaneità, descrivere le evoluzioni tecnologiche per esempio; il contesto va conficcato nella testa di chi legge con vivacità di contenuti descrittivi: troppi dialoghi non sono raccomandati. È un romanzo, non una pièce teatrale.

L’ultima asserzione potrebbe essere confutata da una penna esperta, ma vorrei ricordare che io tento di rivolgermi allo scrittore esordiente, una persona che con tutta probabilità non ha mai prodotto un romanzo e che sta seminando per la prima volta in tale senso con costanza.
Uno scrittore di professione non ha nulla da imparare qui, per lui (lei) sono cose ovvie le mie lezioni, o quasi.
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Commenti

"il contesto va conficcato nella testa di chi legge con vivacità di contenuti descrittivi: troppi dialoghi non sono raccomandati. È un romanzo, non una pièce teatrale."
io non ho capito bene, prof. l'ho scritto anche da me. spero che tu possa illuminarmi al tuo ritorno :)

Eppure dialoghi ben fatti e calibrati possono spezzare descrizioni a volte troppo pedanti. Critica che a volte è necessaria anche a scrittori esperti. Io scrivo da una vita, ma esperta non sono di certo e una delle lacune del mio stile (diciamo così) è certo l'abbondanza di descrizioni. Ho notatato che un buon scambio di battute - certo non da mero copione! - è spesso apprezzato. Ma si sa, ad una buona trama si può perdonare più di qualcosina...
Notte

@Morena: intendo dire che spesso si rischia, quando si è alle prime armi, di dare tanto spazio ai dialoghi, perché ci sembrano più interessanti delle descrizioni e più facili da gestire. Sbagliato, le descrizioni hanno una loro importanza fondamentale, illuminano lo stile dello scrittore, contestualizzano e circoscrivono le azioni. Pensare di contestualizzare soprattutto con le parole dei personaggi sarebbe un errore madornale. Chiedi ancora, se non sono stato chiaro.

@Daniela: una cosa sono le descrizioni, un'altra le descrizioni pedanti. Descrizioni vivaci, meditate, necessarie alla trama, non descrizioni per colmare il foglio bianco. Spero di avere chiarito meglio il mio pensiero. ;)

forse ho capito cosa vuoi dire. si potrebbe essere tentati di far 'succedere' tutto raccontandolo con le voci dei personaggi, mentre abbiamo anche bisogno di descrivere e emozionare attraverso la voce narrante (che è la nostra voce, non quella di Alberto e Giovanna o chi per loro). o non ho ancora capito?...

@Morena: hai capito benissimo, il punto è quello. Poi si potrebbe dire molto altro, ma lo farò nella sfida del prossimo anno con "allievi" più abituati a sopportarmi. :)

Non intendevo descrizioni per colmare il foglio bianco. Non lo faccio mai, credo sempre che le mie siano belle descrizioni, ma molto spesso ho il vizio di dilungarmi così tanto da soffocare i dialoghi e la storia. Molto spesso tendo ad allungare un momento, poi faccio buco, poi arriva un'altro momento allungato. Una mia cara amica, cui faccio leggere le cose che scrivo a cui sono più affezionata, dice sempre che i miei libri sono "pesanti". Certo che anche troppi dialoghi, come dici tu, non sono consigliabili. Il giusto equilibrio, che varia da libro a libro. Quando lo troverò sarà un mio piccolo traguardo raggiunto.
P.S. a proposito degli allievi abituati a sopportarti: io a volte non sopporto nemmeno me stessa - e mai stata una buona allieva!
Bentornato dalle vacanze!! Beato te che ci sei stato!

quindi, il prossimo anno ci toccherà ben altro? :)
sono curiosa. ma facciamo un passo alla volta, direbbe il mio prof.

Io credo che la faccenda Dialoghi-Descrizioni sia al centro dell'argomento stilistico.
Nel senso che non si vede nelle descrizioni lo stile ma nell'alternanza di questi due artifici.

Si può prendere ad esempio (per i dialoghi) Asimov. Nei suoi libri sai a malapena di che colore uno ha i capelli oppure com'è la stanza in cui è (se lo dice, ma di solito non lo dice), ed è tutto incentrato su discorsi e scambi di idee, senza azione. Però io, leggendoli, li ho trovati scorrevoli e interessantissimi.
E' il suo stile, a un altro il suo :)

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