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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 47

Scrivere un romanzo è un conflitto con se stessi: l’osservazione dei timori, la ricerca della disciplina e della concentrazione, la capacità di isolarsi dal mondo. Grazie al conflitto vi è con il tempo la comprensione. Conoscere le proprie abilità e i propri limiti.
Quando l’occasione di confronto con se stessi si presenta, la porta delle domande e dei dubbi dovrebbe essere aperta, non chiusa. E per aprire la porta è necessario il distacco, il distacco da ciò che state creando. Non è la prima volta che ve ne parlo, ricordate per esempio la lezione in cui vi consigliavo di stampare le vostre cartelle e di leggerle con calma in un posto che amate?.

Vi suggerisco un altro tipo di distacco, utile e rigenerante. Fatelo, non consideratelo inutile. Ora dovete pensare a uno degli scrittori che prediligete, bene, procuratevi un suo romanzo, non importa che lo abbiate già letto o meno. Oggi non si scrive, ma si legge.
Trovate almeno trenta minuti per leggere senza che nessuno vi disturbi. Non vi devono essere bambini o schiamazzi, musica assordante o televisione, soltanto il silenzio. Aprite a caso il libro e iniziate a leggere. Non per distrarvi, non per perdere il vostro tempo, ma osservando la scrittura sulla base delle lezioni che finora avete letto. Virgolette nei dialoghi, cliché, omofonie, dire/fare/andare, descrizioni, ecc. Ripeto: osservate leggendo.

Così, nel confronto letterario fra ciò che avete imparato e un testo che amate, nelle innumerevoli possibilità di dialogo fra voi stessi e i pensieri che suscita la lettura, generate un distacco consapevole che muta l’orizzonte, che nutre la prospettiva nel momento in cui tornerete a creare il vostro romanzo. Non mi stancherò mai di affermarlo, sembrano psicologie da quattro soldi, e forse qualcuno ne è davvero convinto, ma prima si vive l’esperienza, si metabolizza e poi si giudica. Inutile condannare gli omosessuali senza mai averli conosciuti; inutile sputare sentenze sulle carceri senza mai averle visitate; inutile parlare a vanvera di clandestini senza mai avere parlato con loro, cercando di capire problemi e difficoltà.

Le teorie non hanno la forza vissuta nel concreto. Un parto noi maschi possiamo immaginarlo, ma non potremo mai comprenderne sensazioni, significati e titubanze al pari di una donna. È inconfutabile.
Quando anche voi avrete generato il vostro romanzo, fra sensazioni, significati e titubanze, allora intuirete che tante teorie sulla scrittura e sugli scrittori si presenteranno con luce nuova, con concetti diversi.

“Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto”.
[Anonimo]
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Commenti

Anche questa lezione è in sintonia con il mio pensiero e anche con il mio metodo.
Il distacco è necessario ed è un punto importante della scrittura. Allontanarsi da ciò che abbiamo scritto ci aiuterà poi a vederlo con occhi diversi e più critici.

E mi piace anche il suggerimento di prendere uno dei nostri scrittori preferiti (non proprio lui, anche se su certi si potrebbe fare un pensiero :), ma un suo libro) e leggerlo osservando.
ps. mi permetto di scherzare perché sorridere non ci fa male. ma prendo le lezioni molto sul serio, prof, stia tranquillo :)
uh... siamo quasi a metà corso. sorprendente, vero?

pps. Quando leggo una tua lezione e trovo che sugggerisci una modalità che io pratico già sono molto contenta: mi fa pensare di essere sulla strada giusta.

sono considerazioni molto interessanti e importanti...ti leggo con gratitudine.

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