Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 46

Bella da morire, fare il fenomeno, né carne né pesce, rotto della cuffia, conoscere i miei polli, faccia di bronzo, ecc. Che cosa sono? Bravi, cliché.
Li si utilizza di continuo nel linguaggio quotidiano, ecco, ciò non significa che vadano bene per la prosa, o meglio, la loro quantità è direttamente proporzionale alla mancanza di originalità. Leggere un testo colmo di cliché è noioso per un lettore, trova grande similarità con il proprio linguaggio e ciò lo induce a pensare che sia poco interessante (almeno dal punto di vista linguistico).

Badate bene, questo è uno degli errori più frequenti e difficili da scovare, non ci si accorge con facilità di quanto i cliché facciano parte del mondo della comunicazione e che, irresponsabilmente, si palesano anche nella parola scritta.

Rileggete le cartelle che avete finora plasmato, puntate l’attenzione sulle modalità con cui vi siete espressi, ne troverete molti cliché. Cambiateli, cercate un altro modo di esprimere il medesimo concetto.

Se considererete il tentativo di pubblicare il romanzo e, fortuna vostra, incontrerete un editor serio e professionale (mica tutti gli editor sono seri e professionali, ma questo è un altro discorso), noterà la quantità di cliché come voi siete soliti osservare la differenza fra la luce del giorno e l’oscurità della notte. Il resto ve lo lascio immaginare.
Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (316 voti)
Tag:

Commenti

uh, sento un brivido serpeggiare sulla mia pelle :)

da soli, comunque, non si nota tutto. lo verifico tutte le volte che mi faccio leggere. oppure bisogna distaccarsi dal proprio testo. metterlo da parte e attendere, poi rileggere. qualcosa si scova.
è un lavoro difficile. e sporco. ma qualcuno deve pur farlo :)

e buona giornata.
ps. io sostengo che si dica: buona fine settimana, in quanto la fine è femmina. altri sostengono 'il fine settimana', all'inglese.
puoi sciogliere il mio dubbio?

Anche io ho notato il dilagare dei clichè... ho fatto un giro per il tuo blog e pur avendo studiato scrittura mi rendo conto che c'è sempre moltissimo da imparare e che tu hai capito davvero l'essenza dello scrivere e per questo ti ammiro.
Ti segnalo un post che anche io ho dedicato a clichè, chissà che non ti diverta o incuriosisca.

http://magiediomnia.blogspot.com/2009/07/parliamo-di-scrittura_06.html

A presto

@Morena: il fine settimana o la fine settimana? Provo a ragionare, il che, pace e bene, non vuol dire molto nel mio caso spesso. Ma tento comunque. "Fine" e "settimana" sono due sostantivi giustapposti, nella forma "fine settimana" assumono di solito una connotazione maschile. Perché? Non credo che dipenda dal genere latino maschile di finis, non credo neppure che dipenda dal genere maschile di "fine", con significato di fine, obiettivo, ecc. Ma ho l'impressione che "fine settimana" sia ambigenere, contempla sia il maschile che il femminile. Quindi, mi pare di pensare che entrambe le forme siano corrette dal punto di vista grammaticale, ma che nell'uso comune il maschile sia preferito al femminile. Anche se poi si dice, facendo a meno del costrutto unito, "la fine della settimana" e non "il fine della settimana". Ci vorrebbe un linguista qui perché la conclusione che ho tratto non mi soddisfa pienamente.

@Cicobyo: benvenuto. Io ho capito l'essenza dello scrivere? Uhmmm parole grosse, fidati. Io ho semmai compreso qualche cosina fra le molte della scrittura, nulla più. A presto, leggerò il tuo post.

grazie, Morgan.
A me piace dire "Buona fine settimana" quando saluto nelle giornate di venerdì o sabato.
Qualcuno mi ha scritto per farmi i complimenti.
Qualcuno me lo segna come errore (durante la lettura dei miei capitoli ho fatto uso di una frase simile).
Devo risolvere questa cosa.
Prima che un editor serio e professionale legga le mie pagine e decida di buttare tutto nel...

@Morena: credo che la maggior parte degli editor segnerebbe l'errore, seppure sia esso corretto, credo, a livello grammaticale.

Ciao Morgan! Il tuo blog è fantastico! Putroppo l'ho scoperto solo da un paio di giorni. Me lo sto "bruciando", anche se non ho ancora iniziato a scrivere ... :-)
Ma lo riprenderò dall'inizio e ci proverò senz'altro.
Intervengo qui giusto per citarvi, dal sito della crusca ...
«Quanto a la fine settimana o il fine settimana, sintagma anch'esso ambigenere, l'uso sembra decisamente inclinare verso il genere maschile, forse per l'attrazione esercitata da il (lo) week end da cui deriva; col genere femminile si tende per lo più ad usare la fine della settimana.»
Ciao!!
Sandro

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.