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Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

Laura: Non credo ci si possa accostare alla scrittura in modo fortuito. Io ho cominciato a scrivere a 8 anni perché mi ci ha condotto per mano la passione smodata per la lettura.

Loredana: In realtà è stata la scrittura ad avvicinarsi a me, avevo dodici anni e la mia professoressa di italiano mi obbligò a partecipare ad un concorso letterario riservato alle scuole medie italiane. Mi piazzai al sesto posto.

Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

Laura: Direi che sono moooolto più vicina all’istinto creativo che alla razionalità consapevole. Aggiungo che ritengo la razionalità decisamente poco consona alla creazione, sia essa parola scritta, musica, immagini o altro.

Loredana: Penso che istinto creativo e razionalità consapevole debbano compenetrarsi quindi li colloco nel medesimo punto, quello della creazione.

Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.

Laura: Io, cascasse il mondo, scrivo quando ne ho voglia. Il che avviene spesso ma non ha cadenze regolari. Però riesco ad essere produttiva ed organizzata contrariamente agli scrittori che si lamentano di trovarsi posseduti da un “daimon” creativo caotico.

Loredana: Nella speranza di raggiungere la notorietà e il successo di Moravia, scrivo quando i miei impegni lavorati me lo permettono. Ovviamente l’ispirazione non ha un orario preciso e quando mi coglie impossibilitata a darle ascolto prendo appunti su un moleskine che porto sempre con me. Però, io e Laura, abbiamo un appuntamento fisso settimanale, di solito il lunedì o il martedì e quei giorni, cascasse il mondo, è tutto per la scrittura.

Di che cosa non può fare a meno mentre si accinge alla scrittura? Ha qualche curiosità o aneddoto da raccontarci a riguardo?

Laura: Non posso fare a meno della mia fantasia, di un computer e, quasi sempre, della presenza di Loredana Falcone, la mia socia di tastiera. Non ho riti propiziatori perché ho la grande fortuna di sentire le parole, le pagine e le storie fluire senza alcuno sforzo dalle dita.

Loredana: Della mia casa, di un abbigliamento comodo, di un computer che non faccia i capricci e, condizione indispensabile, del pacchetto delle sigarette.

Wilde si inchinò di fronte alla tomba di Keats a Roma, Marinetti desiderava “sputare” sull’altare dell’arte, qual è il suo rapporto con i grandi scrittori del passato? È cambiata nel tempo tale relazione?

Laura: Non amo le provocazioni e le tendenze iconoclastiche alla Marinetti. Ai grandi del passato tributo un omaggio doveroso in quanto portatori di tutto ciò che oggi noi usiamo illudendoci di essere originali. Mi inchinerei davanti a Poe, Lovecraft, Tolkien, Stoker, veri e propri archetipi della scrittura che amo.

Loredana: Si può parlare di invidia? No? Okay, allora direi che il mio rapporto è di sottomissione totale. Mi inchinerei di fronte a tutti coloro che sono riusciti con le parole a penetrare il cuore degli uomini.

L’avvento delle nuove tecnologie ha mutato i vecchi schemi di confronto fra centro e periferia, nonostante ciò esistono ancora luoghi italiani dove la letteratura e gli scrittori si concentrano? Un tempo c’erano Firenze o Venezia, Roma o Torino, qual è la sua idea in merito?

Laura: Non credo esistano più veri e propri salotti letterari e, se esistono, non ne conosco. Attraverso la Rete ho avuto la fortuna di incontrare, conoscere e confrontarmi con scrittori noti e meno noti, trovando in loro spunti, sfide, esempi da seguire e altri da evitare. La Rete, oggi, può fare moltissimo per la comunità letteraria.

Loredana: Io direi che il sud è più facilitato da questo punto di vista. E’ sempre stato la culla della letteratura italiana, la fucina di nuove idee e correnti a dispetto della sua aria calma e sonnacchiosa. Tra le varie presentazioni che io e Laura abbiamo fatto il paese in cui si è respirata la polvere dei vecchi manoscritti, in cui l’olfatto è stato sollecitato dai sudori dello sforzo creativo, in cui abbiamo sentito di far parte di una “famiglia”, è stato Napoli. E’ un mondo più ristretto ma sicuramente più genuino, meno mondano.

Scrivere le ha migliorato o peggiorato il percorso di vita? In altre parole, crede che la letteratura le abbia fornito strumenti migliori per portare in atto i suoi desideri?

Laura: La scrittura non è uno strumento, non per me. Certo mi aiuta a manifestare stati d’animo, pulsioni, idee che spesso non sapevo di avere. Ma sulla vita reale ha avuto ben poche conseguenze. Pubblicare libri mi ha portato a conoscere altri scrittori e scoprire degli amici inattesi. Ma a parte questo aspetto, importante, la mia vita scorre sui soliti binari. Il giorno in cui firmerò, con Lory, un bestseller, forse potrò concedermi di dedicare alla scrittura tutto lo spazio che adesso debbo mio malgrado negarle.

Loredana: Il mio desiderio più grande come scrittrice è quello di catturare gli altri. Ogni volta che ci riesco direi che la mia vita migliora.

Vi ringrazio e buona scrittura.

Grazie a lei per l’invito e a coloro che hanno avuto la pazienza di leggerci.

Laura Costantini:
Scrivere è la mia passione. Il giornalismo è ciò che mi dà da vivere. Prima la carta stampata (Oggi), poi la televisione (Rai Uno – Vita in diretta), domani chissà? Insieme a Loredana Falcone ho pubblicato sei romanzi. L’ultimo è il nostro primo noir: VIOLE(N)T RED – Bietti Media
www.lauracostantini.it

Loredana Falcone:
Sono nata a Roma e da sempre risiedo in quella che considero la città più bella del mondo. Lavoro part time come segretaria e ciò mi consente di dedicarmi alla famiglia (sono sposata e ho due figli) e alla scrittura. Ho pubblicato insieme a Laura Costantini, mia compagna di penna da sempre, sei romanzi.

Laura e Loredana gestiscono assieme i seguenti blog:

http://lauraetlory.splinder.com
http://lestoriedilauraetlory.splinder.com

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Commenti

Risposte sincere a domande non proprio facili, l'intervista scorre offrendo la personalità delle due scrittrici, diverse eppure complementari, entrambe con il sacro fuoco della scrittura. Con un grande risvolto umano.
grazie all'Intervistatore e alle due Autrici.

Effettivamente, avendo avuto l'onore di conoscere queste due signore, l'intervista le riflette appieno.
Mi piacerebbe accostarle, per assurdo, a due monumenti comici, Laurel & Hardy - tra le coppie, quelli che nessuno dei due era la spalla dell'altro ma erano complementari - ma non ho ancora deciso i ruoli.
(dopo aver detto questo ho paura che mi facciano interpretare il pianoforte famoso che cadeva dalle scale).

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