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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 28

Il giudizio del narratore, altra questione importante. Accadono gli eventi e l’animo umano è spinto a giudicare.
È necessario che vi sia anche nel vostro romanzo? Dipende, o meglio, dovreste deciderlo. Se lo fate consegnate al lettore una certa prospettiva, se non lo fate lasciate maggiore possibilità d’interpretazione a chi legge.
Sono, com’è ovvio, stili assai differenti.
Il consiglio che mi sento di darvi è di scegliere o una tipologia o l’altra. Se le usate entrambe dovreste esserne consapevoli, qual è il motivo di utilizzarle insieme?
Il punto di vista del narratore ha un significato particolare? Volete orientare il giudizio del lettore?

La neutralità del narratore è, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un obiettivo più difficile da ottenere. Rifletteteci con calma.

Parte della lezione più complessa (per i più preparati): potreste avere scelto più narratori, ecco, potrebbero avere ruoli del tutto diversi. Supponete che una parte del romanzo è rivelata con un narratore onnisciente e l’altra parte con un narratore che scopre giorno dopo giorno gli eventi. Per marcare il passaggio da uno all’altro potreste nel primo caso includere il giudizio del narratore, nel secondo renderlo neutro, o il contrario. Un’idea, sia chiaro, le modalità possono essere innumerevoli.

L’importante, sia che voi siate alle prime armi sia che siate già consapevoli dei vostri mezzi letterari, è che vi sia consapevolezza di ciò che state facendo. Le parole possono fluire con un atto irrazionale, le strutture del romanzo meglio premeditarle con una logica precisa.

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Commenti

Questa mi pare molto complicata. Forse certe modalità si applicano così, senza sapere che le stiamo applicando. Può essere?

io vorrei un esempio per questa lezione. se fosse possibile

Dovrei fare molti esempi per chiarire ogni possibilità, non ne ho davvero il tempo Morena.
L'importante è che se il narratore, ad esempio, è onnisciente, mentre scrivi, chiediti con sincerità se stai narrando fatti e azioni, oppure se stai giudicando attraverso il narratore i fatti e le azioni dei personaggi.
Ci si avvicina all'idea pensando al narratore se abbia o meno un'etica di giudizio rispetto al romanzo.

va bene. no, non sto giudicando. racconto e basta.

sto pensando: se come voce narrante uso quella di una persona allora sì che potrei 'giudicare' i fatti e i personaggi, perché sarebbe la persona che lo fa e non io e cioè la voce scrivente.
è così?

certo :)

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