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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 18

Buttarsi sull’ipotassi o sulla paratassi? In altre parole, l’equilibrio fra subordinazione e coordinazione delle frasi. La lezione di oggi verte su tale argomento che, in apparenza, appare banale, ma non lo è affatto.

Un esempio di paratassi.

“E lo berciava di aver sete, e le sue guance si incavavano con vigore sopra la cannuccia, e la macchina era una fornace”.
[“Lolita” di Vladimir Nabokov]

Uno di ipotassi.

“La guardavo, dapprima con quello sguardo che non è che la voce degli occhi, ma alla finestra del quale s’affacciano tutti i sensi, ansiosi e stupefatti, lo sguardo che vorrebbe toccare, catturare…”.
[“La strada di Swann” di Marcel Proust]

Le conversazioni nelle quali siamo immersi ogni giorno spesso ci portano a coordinare le frasi, difficilmente sentiamo qualcuno pronunciare la seguente frase: «Qualora lei fosse a Milano e sebbene anziano mio nonno, ma non infermo, quando ha buone giornate, mi faccia la cortesia, nonostante le poche ore forse che avrà a disposizione, di chiamarmi».
Tendiamo a semplificare, a condensare i significati con poche frasi e semplici, legate fra loro in modo che siano di immediato intendimento.

Con il vostro romanzo dovete fare attenzione a non traslare il linguaggio parlato nella scrittura, rischiando di presentare uno stile troppo sciatto, privo di quegli elementi necessari che creano lo stile di un autore.
Ciò non sta a significare che dobbiate avere l’obiettivo di diventare epigoni di Cicerone, bensì comprendere che avere a disposizione la capacità consapevole di scegliere fra le diverse forme per trovare un punto di equilibrio rappresenta un quid fondamentale.

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Se vi capita di leggere nei prossimi giorni osservate l’uso della paratassi e dell’ipotassi, cercate di carpire segreti e trucchi per bilanciarle, al fine di plasmare un vostro stile originale.
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Commenti

bene bene, questo è lo stile. Cioè quella cosa che difficilmente si insegna, quella cosa che si impara (che si crea) studiando gli scrittori e provando e riprovando.
La scrittura va esercitata. solo scrivendo molto si possono affinare le armi.

A questo punto delle lezioni mi sentirei di dire una cosa. Scrivere un romanzo in 100 giorni è un bel programma e sicuramente anche se non si arrivasse ad avere il risultato che ci proponiamo, e cioè il romanzo finito, sarà sicuramente un passo avanti nelle competenze e nella conoscenza del lavoro.
Ma credo che chi non ha sritto molto prima non possa arrivare ad un romanzo in 100 giorni.
Lo stile dovrebbe essere già nella nostra cassetta degli attrezzi. Non si può creare al momento se non abbiamo già fatto tentativi e provato diversi modi di scrivere.
Credo.
Ma sentiamo il prof :-)

Ci sono eh...
sempre alle prese con la cefalea semicronica ma ci sono.
Sonia

@Morena: verrebbe da pensare come scrivi, ma lasciami dire una cosa. Ho visto negli anni le cose più incredibili da questo punto di vista. Ne cito due.
Una amica, sapendo che amo leggere e che mi occupavo di scrittura, mi dice anni fa: "Ti va di leggere un romanzino che ho scritto in due mesi? Non essere troppo duro con me". Sono letteralmente rimasto a bocca aperta dopo averlo letto.
Un signore di mia conoscenza mi invia un giorno un mail con una serie di racconti e mi invita a leggerli. Stessa sensazione avuta dopo quella dell'amica. Il signore in questione fa l'operaio da più di 30 anni.

Quello che voglio dire Morena è che non credo più alle categorie di "produzione letterarie", la capacità di scrivere è costituita di tanti elementi, non soltanto tecnici o di ispirazione, tanti, ripeto. Il più delle volte non palesi, inconsci talvolta.

Per questo mi sento di dire che lo "stile" è un nodo spinoso, difficile da inserire in categorie soltanto sulla base di certe caratteristiche.

Io sono convinto che se una persona si impegna giorno dopo giorno a seguire le lezioni riuscirà a scrivere il proprio romanzo. Magari servirà solo a dirsi: "Conosco meglio i miei limiti". Bingo! Un'ottima partenza per passare dal mare aperto del Mediterraneo all'oceano Atlantico, alla ricerca di profondità ancora più sottili e interessanti.

@Sonia: forza, forza, avanti tutta ;)

la tua riposta, però, conferma anche quanto ho scritto. La tua amica e il signore della mail avevano un loro stile, altrimenti non ti avrebbero colpito, giusto?
quindi, o imparandolo nel procedere della scrittura, o possedendolo come dote personale, ma dello stile non si può fare senza.

Confermo che queste lezioni sono valide. Altrimenti non le seguirei con tanta determinazione. Il mio commento non era per le lezioni.

@Morena: giusto, ho anche letto un sacco di schifezze di chi si presentava con uno "stile", o almeno io le ho considerate schifezze, il che potrebbe essere del tutto opinabile.
Lo stile ci vuole, sì, si può costruire e gestire.

In questi ultimi giorni non ho raggiunto il mio obiettivo (1 e 1/2 pagina) prof. Ma ora recupero.

Io vi pregherei sempre di non sottovalutare la soggettività, è vero che a volte uno è tentato di dire "sta cosa fa OGGETIVAMENTE schifo", ma di oggettivo non c'è nulla e perfino grandi scrittori, o presunti tali, possono apparire a molti davvero poveri sia nello stile che nei contenuti.

Mi sembra che Proust sia tra i maestri assoluti della ipotassi. Invece, quali sono gli scrittori che, nella buona o cattiva sorte, hanno preferito la paratassi all'ipotassi? Non essendo un grande lettore, mi viene in mente solo Macchiavelli. :-) Mi sembra che la paratassi sia particolarmente diffusa anche tra i giornalisti e i saggisti, sbaglio?

Machiavelli, con una C sola :-D

Leggendo la tua nota 'attenzione a non traslare il linguaggio parlato nella scrittura, rischiando di presentare uno stile troppo sciatto' ho pensato a M.Twain, il quale fa descrive in prima persona ad Huckelberry Finn le proprie avventure. Secondo te è un singolare caso di 'scrittura parlata' ben riuscita? Io sto scrivendo un romanzo in prima persona con voce narrante il giovane protagonista; la mia difficoltà sta proprio nel non staccare troppo lo stile delle descrizioni con quello dei dialoghi, per renderlo quindi credibile.
Ok, come compito mi do una rilettura della prima parte della mia storia per vedere se, inconsciamente, ho dato al protagonista uno stile tendente alla paratassi, all'ipotassi o se ho più semplicemente fatto una gran confusione:)
Grazie e complimenti sinceri.

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