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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 6

Iniziamo oggi ad entrare con calma nel vivo delle difficoltà della creazione del vostro romanzo. Ieri avete dato un ordine numerico alle 24 frecce che fuoriescono dal cerchio.

Ora si tratta di decidere come volete esporle al lettore. Potete farlo in due modi, in linea di massima: iniziate dalla numero 1 e procedete fino alla 24 in ordine esattamente corrispondente al crescere della numerazione oppure producete un intreccio che salti da un numero all’altro.
Sono due tecniche del tutto diverse, nella sostanza, giacché generano reazioni differenti in chi legge. Nel primo caso il narratore non è onnisciente, scopre gli eventi a mano a mano che accadono. Nel secondo caso il narratore conosce le vicende, salta da un fatto all’altro, dal passato al futuro, decidendo che cosa rivelare al lettore.

Quale delle due modalità vi sembra più semplice da gestire? Molti penseranno la prima, giusto?

Invece non è così, rispettare la linearità degli eventi è un’abilità difficile da concretizzare, assai più conveniente per un principiante è sentirsi un narratore onnisciente. Sarebbe interessante parlarne con calma, sono stati scritti fiumi di libri a riguardo, ma voi, non dimenticatelo, avete 100 giorni per scrivere il vostro romanzo, non potete perdervi nei dettagli, c’è un obiettivo da raggiungere. Bisogna essere efficaci, essenziali nelle azioni, vigili con la propria mente, le giornate volano e le settimane incalzano. Per non avere l’ansia del foglio bianco, bisogna concentrarsi nelle cose importanti da fare.


Decidete quindi la linearità dell’esposizione delle microtematiche, quale delle due modalità preferite?
Se sarete non onniscienti rispetterete la numerazione fatta ieri, se invece decidete di esserlo dovete fare una nuova versione numerica delle microtematiche, esternamente a quella già fatta. Avrete così creato l’intreccio.

Sia chiaro, a scanso di equivoci, potrete in qualsiasi momento durante la stesura del romanzo cambiare l’ordine dell’intreccio, ma è bene per ora avere un indirizzo attraverso il quale muovere i primi passi.

Siamo sulla barca a qualche chilometro dal molo, vediamo ancora la terra che abbiamo lasciato da qualche giorno, domani si riposa (anche gli scrittori hanno bisogno dell’ozio), lunedì faremo un altro piccolo passo in avanti, dopo il quale saremo in pieno mare aperto e inizieremo a scrivere.

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Avete compreso le lezioni? Rileggetele con calma, assorbite quanto più possibile. E domani (domenica) non toccate nulla, pensate ad altro, il distacco consapevole è uno dei migliori modi per ritornare sul proprio lavoro con nuova energia.

“Nel distacco dalle cose risiede la saggezza dell’incertezza…
Nella saggezza dell’incertezza risiede la libertà dal passato, dal conosciuto,
dalla prigione del condizionamento del passato.

Ed entrando volontariamente nell’ignoto,
nel campo delle possibilità infinite,
ci abbandoniamo alla mente creativa, che dirige la danza dell’universo”.
[“Le sette leggi spirituali del successo” di Deepak Chopra]
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Commenti

Consiglio fra le altre cose il libro di Chopra che nulla ha a che fare con la letteratura ma che potrebbe essere una fonte d'ispirazione non indifferente per qualcuno di voi. Buon fine settimana.

bene, fino a qui ci siamo :)

avrei una domanda: sarà possibile alla fine avere tutte le lezioni in un file o le dobbiamo salvare man mano?
Lo so, sono un po' molesta ma le alunne 'testone' sono così ;)

e buona fine settimana anche a te.

Certo, ma essere un narratore onnisciente ha anche i suoi svantaggi: si rischia di perdere il filo conduttore ed uscire troppo dal selciato tanto da confondere... quello che temo di più, quando scrivo, è che chi mi legge mi dica: son dovuto tornare indietro per qualche pagina perchè mi sono perso...

Uhmm... io sceglierò di essere onniscente (e quando mi ricapita?)

Giorgio

@Morena: lo scrivo anche per tutti gli altri (noi abbiamo già "conversato" via mail). Alla fine delle lezioni farò un PDF che tutti potranno scaricare e sarà ovviamente gratuito.

@Daniela: giusto, osservazione azzeccata, infatti scegliere che linea del tempo avere è una delle cose più delicate per un romanzo.

@Giorgio: :) te lo dico con sincerità, resti fra me e te, anch'io ho scelto di essere onnisciente per il mio romanzo ;)

Io scelgo la numerazione progressiva. Ho in mente una storia ben circoscritta per luogo e tempo, e mi sembra la soluzione più semplice per ciò che ho in mente.

Io ho scelto di andarci piano piano, mi sembra più gestibile. Anche se forse non lo è.

Devo dire che queste lezioni mi stanno proprio piacendo e aiutando..... anche se con due anni di ritardo....

per me sono tre gli anni di ritardo e finalmente ho trovato queste pagine che mi piacciono moltissimo. Da tempo ho un'idea in testa che mi alletta e mi terrorizza contemporaneamente: scrivere un libro. Non l'ho mai fatto e non ho ambizioni di successo, ma vorrei mettermi alla prova, farlo anche solo per me. Avevo veramente bisogno di questi consigli. GRAZIE GRAZIE GRAZIE

anche per me sono tre anni di ritardo e devo dire che questo progetto mi prende sempre piu'.grazie Morgan...

Mi pacerebbe potessi spiegare perché un narratore onnisciente sarebbe più facile da simulare. La linearità degli eventi rende la lettura più facile e scegliere o no il primo metodo dipende dalla complessità della storia-a mio avviso-. Una trama già difficile di per se non risulta impossibile da seguire se si compone in modo disordinato?

ma non si potrebbe essere onniscenti e nel frattempo seguire le vicende da uno a 24???
ho questo dubbio per favore aiutami.....

Malika, chissà a che punto sei, ormai avrai quasi finito il libro se sei stata costante! :)

Io invece ho cominciato da una settimana suppergiù, e ho fatto pausa per pasqua che ero in vacanza!
Ti posso dire quel che ho fatto io.

Io mi sono messa avanti ieri e oggi, prima di leggere questa lezione e sapere di che cosa trattasse.
Ieri ho cominciato a raccontare dal punto 1, e mi sono venute fuori un sacco di cose che non mi convincevano.
Oggi prima ho pensato di scrivere le cose che mi piacevano.
Poi ho cominciato a raccontare la versione dei fatti di uno dei personaggi, marginali, ma con la possibilità di vedere molte cose.

Personalmente mi sento molto più a mio agio a scrivere in prima persona, l'escamotage che ho deciso di usare al momento è di raccontare la storia più o meno linearmente, o meglio, di farla raccontare a personaggi via via più coinvolti.
È una scelta molto difficile e probabilmente ad un certo punto mi arrenderò e troverò un sistema di narrazione più semplice, però così facendo avrò creato personaggi più forti e credibili, vari punti di vista e sfaccettature, e conoscerò meglio la mia storia e come affrontarla.

Mi riservo il diritto di cambiare molte volte e di metterci un po' più di 100 giorni, O di scrivere qualcosa più corto di un romanzo. Insomma, vedo quel che viene fuori, intanto io ci metto del mio.

Insomma, tutto questo per dirti che secondo me ognuno trova la sua strada, che il mondo non è bianco o nero, e il fatto che morgan ci abbia dato solo due alternative non significa che noi non possiamo trovarne una terza.

Ciao è il mio primo post mi piace l'idea del intreccio perché si può trasportare il lettore nel centro dell'azione per poi tornare indietro. Così facendo si formano più storie che poi confluiranno nel tema principale, però ad un certo punto questo non sarà più possibile perché le storie si concluderanno nella storia principale. Ho compreso bene , o sbaglio?
Grazie
Cesare

Ciao Morgan, erano ormai 5 anni che scrivevo e lasciavo, scrivevo e lasciavo, c'era il caos e troppi avvenimenti nella trama della mia storia, grazie ai tuoi metodi sono riuscito a fare ordine, grazie mille.

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