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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 4

Premessa: la sfida che vi state ponendo può essere affrontata in numerosi modi, non c’è un’unica via di successo. Non vi sono regole universali per scrivere un romanzo, la letteratura non è una legge scientifica.

Ciononostante io vi sto proponendo un metodo, che voi, se lo desiderate, potete ampliare e migliorare. Appare ovvio, o quasi, che scrivere un romanzo in cento giorni necessita di strategie efficaci e costanza di scrittura; inutile, credo, modificare un metodo se non lo si è vissuto sulla propria pelle per come è stato proposto.
Questo inciso iniziale per rispondere alle numerose mail che mi sono giunte, alcune delle quali con una richiesta di potere modificare a proprio piacimento le lezioni.

Avete pensato alla tematica del vostro romanzo? Avete delineato le caratteristiche del personaggio principale? Come potete legare il tema e il personaggio? Desiderate che quest’ultimo sia un protagonista o un osservatore del filo conduttore? Sarà attivo nello sviluppo dell’idea o subirà gli eventi per comprendere verso la fine una sorta di lezione? Pensateci.

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Ora dovete dedicarvi alla griglia generale, parlerò soltanto di questo nei prossimi giorni. Avete presente quando si tenta di fare un puzzle di 1000 pezzi? Non osservate con calma la figura finale per poi provare a ricomporla? Userete la medesima modalità: un percorso premeditato nelle sue linee generali da percorrere con passo convinto e da arricchire con consapevolezza.
Iniziate con il disegnare una circonferenza nel quaderno.

Dividete il cerchio in otto settori, ognuno rappresenterà un blocco narrativo che svilupperete e tutti saranno legati fra loro. Il personaggio principale li attraverserà con il ruolo che gli assegnerete via via che la storia andrà a svilupparsi.

Avete già pensato alla tematica principale ieri, ora create otto eventi importanti che inserirete nei settori del cerchio. Mi spiego.
Supponete di avere deciso di trattare il rapporto amicale fra due donne, molto diverse e con vite simili all’inizio, mentre con il tempo i destini consegnano tristezza a quella più seria (Maria), felicità a quella più frivola (Elisabetta). Le donne si sono conosciute per caso (evento 1), hanno deciso di frequentarsi fuori dall’associazione di volontariato, nella quale sono impegnate ogni settimana con obiettivi differenti (evento 2). Muore il marito di Maria (evento 3), Elisabetta le sta vicino aiutandola in casa con i due bimbi e con la madre ammalata, nonostante la sua consueta frivolezza e mancanza di sensibilità profonda (evento 4). Maria cade in depressione ed inizia a fare uso di psicofarmaci, rendendo così difficile la vita famigliare per scatti d’ira e crisi d’identità (evento 5). Elisabetta si sposa con un uomo benestante e superficiale, Maria è presente al matrimonio (evento 6). L’associazione di volontariato chiude i battenti, Maria comincia a frequentare un gruppo di preghiera ed Elisabetta fa l’abbonamento al teatro: si incontrano tre volte alla settimana in palestra (evento 7). Elisabetta scopre di essere incinta e Maria si innamora del marito dell’amica (evento 8).

La vostra prima griglia sul cerchio dovrà essere qualcosa di simile.

Pensate che una griglia sia utile o siete di quelli che iniziano subito con l’incipit? O Seneca aveva ragione quando sosteneva che non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare?

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Commenti

uhmm... blogspot si è mangiato il mio commento.

dicevo che mi piace il tuo metodo e che ti ho rilanciato sul mio blog.

per rispondere alla tua domanda: io parto sempre dall'incipit per quanto riguarda i racconti ma per un romanzo la griglia mi sembra molto funzionale. Credo che un'idea di base sia necessaria per sapere dove vogliamo andare a parare, anche se sono contraria a decidere tutti i particolari a tavolino. Mi piace lasciare agire i personaggi.

L'incipit è ciò che - nella maggioranza dei casi - decide poi la vita del romanzo stesso. Viva la griglia, perchè le idee vengono inserite nella storia, mentre spesso è proprio l'inizio che deve essere rivisto, magari anche alla fine, in virtù dello sviluppo stesso della storia. L'incipit non è solo l'inizio, ma anche il movente per cui un lettore decide di andare fino in fondo...

@Morena: grazie. Credo anch'io che la griglia sia funzionale per un romanzo. I personaggi avranno modo di svilupparsi, vedrai, dobbiamo soltanto stimolarli un po' all'inizio.

@Ex dani: giusto ciò che scrivi, anch'io la penso così. Avremo modo di parlarne con calma quando parleremo dell'incipit fra qualche giorno.

Salve a tutti

Anch'io ho sempre avuto la tendenza ad affidarmi totalmente o quasi all'incipit. Questo se da un lato mi ha giovato nei piccoli scritti non mi ha mai permesso di sviluppare qualcosa di più complesso. Negli anni ho accumulato molti racconti lasciati a metà o peggio abbozzi mai cominciati che oltretutto non ho più voglia di riprendere in mano perché... si cambia.
Ora voglio provare a utilizzare il metodo descritto in questo blog che (complimenti al suo creatore) mi sembra una bella e utile risorsa.

Ottima la soluzione della griglia.
mi chiedo se le varie situazioni debbano essere poste in ordine temporale (fabula) o se possono essere poste graficamente in qualsivoglia maniera.
Adesso ci provo.

ovvio che se sono son qui a leggerti è perchè sono interessata alla scrittura e alla tua tecnica, ma tu ci sei ancora per uletriori consigli o sono in perfetto ritardo?
non sono sicura di riuscire a tirar fuori le cose che ho in testa o forse nel cuore intanto, grazie ...
ciao
pat

Buonasera...
Dovrei essere più avanti con le lezioni..invece son arenata qui.Perchè? Non so spiegarlo ma son giorni che il mio personaggio mi popola la mente...particolari...episodi e scene cercano un filo logico... e lo stesso è per la griglia... possibile che se agli altri basta un'ora a me servano giorni???

A.C.

Io ho una grande difficoltà nel elencare 8 eventi.
Non riesco a vedere dall'alto di già il mio romanzo e non capisco come voi ci riusciate

Io ho elencato otto eventi ma mi pare che, messi lì sulla griglia, perdano un po' di quella magia che avevano quando erano ancora nella mia testa. Forse le mie idee di base non erano poi così interessanti...

Credo che sia un problema molto comune. In effetti, tutte le storie, anche le più belle, hanno dei passaggi un po' banali. Alcune, addirittura, sono composte di eventi secondari che, ad una seconda lettura, appaiono del tutto forzati, quasi incongruenti.
La classica acqua messa lì ad allungare il brodo.

In verità, se la storia ha fondazioni robuste e ragione d'esistere, nessuna vicenda secondaria potrà mai rovinarla.

Piccola annotazione: credo che un giorno non sia sufficiente per trasformare un'idea (anche in avanzato stato di elaborazione) in una storia completa.
Identico discorso per la creazione dei personaggi.
Suggerisco, pertanto, di ricominciare dalla prima lezione appena terminata l'elaborazione della storia e dei suoi personaggi.

Ecco. Finalmente non lascierò tutto in tredici!
Ho stilato la griglia e sistemato ai lati qualcosa che volgio cominciare a introdurre, per evitare di far spuntare il viaggio sulla neve o la cinepresa di papà all'ultimo momento, puzzerebbe di deux ex machina...
Grazie mille per il metodo ;)

ciao,
sto seguendo questo tuo corso anche se con due anni di ritardo! in questa fase sto procedendo con un po' di difficoltà perchè fatico a fantasticare seguendo un metodo che mi pone dei limiti! Qualche consiglio?

penso che proverò anche io, grazie Morgan mi sembra un ottimo metodo...

Sono d'accordo che un minimo di schema, almeno mentale, possa essere utile, se non indispensabile.... almeno la storia per sommi capi, i tre o quattro momenti più forti, i caratteri dei personaggi: ecco, tutto ciò mi sembra il minimo. Poi, naturalmente, è magari l'idea che sta alla base di tutto la cosa più difficile da mettere a fuoco, creare, trasformare in ua storia convincente, interessante, compiuta.

Attimo di riflessione e poi disegno il cerchio, lo divido in 8 fette, sia che io abbia già in mente la storia ma sopratutto se qualcosa l'ho rimandata, questo è il momento buono per metterli nero su bianco e riempire la nostra griglia.
Eccola li salvata nel file che rinomino nomeromanzo_griglia, la sua utilità non si discute.

Questa volta (a differenza di altre storie lasciate a metà) l'idea mi è venuta completa e ho scritto in breve la trama completa invece degli otto cerchi. A questo punto però faccio meglio a seguirti e a dividerla in 8 pezzi e poi svilupparli tutti (anche se non avrei dovuto avevo già letto la lezione 8 perché mi andava di scrivere l'incipit ma ora rivedo tutto con calma)

Anche questa è un bell'esercizio, questo della griglia -;) vediamo un po se riesco a fare una storia con questo esercizio -;)

Una curiosità: perché la premessa della griglia è un cerchio? Ha un qualche significato inserire gli otto "intarsi" nel cerchio anziché, per esempio, incollonarli?

PS: "incollonarli" per incolonnarli, scusa la fretta...

Ho costruito la mia griglia... avevo in mente una storia che pensavo fosse bella da raccontare.Adesso invece, questa visione d'insieme me la fa sembrare banale e poco avvincente.Aiutooo! Io comunque non mi arrendo vado avanti.

Ciao Morgan. Sono approdata qua per caso. Sto leggendo te, ma nel mentre ho divorato "On Writing" di Stephen King. Per lui la storia è un fossile da scoprire, ne trovi un pezzetto e ci guardi attorno. Probabilmente è una tecnica che funziona soprattutto con generi che toccano il sovrannaturale, l'ignoto, e altri temi che fanno paura, nella vita di tutti i giorni non si scava, magari si rimesta nel torbido giusto un po'.

Volevo dire che grazie a un suo esercizio di scrittura (l'unico suggerito nel libro) ho creato alcuni personaggi che credo forti, e che hanno preso vita loro totalmente scollegata dalla situazione data. Anzi, la situazione data ha perso di potenza appena la ho introdotta.
Ho introdotto i personaggi così trovati nella tua griglia.
Ho tenuto l'ottavo scompartimento al momento vuoto, perché non so ancora cosa succederà, ho semplicemente messo i fatti che ho già visto, ma mettere quell'ottavo mi significherebbe vedere la fine, io la fine ancora non la voglio sapere.

E mi chiedevo una cosa.
Questa tua griglia non differisce poi molto dal sistema a fiocco di neve.
Bello bellissimo e affascinante, ma ha una pecca.
Non parla della creatività.
Non so, molte persone che ti leggono forse hanno il mio stesso problema. Sono convinte di sapere mettere in fila tante belle paroline in italiano, di sapere descrivere qualcosa alla bisogna, di poter costruire un dialogo plausibile. MA il guaio, per me, è pensare a cosa scrivere. Su questo ho ascoltato vari consigli, sono andata avanti a scrivere, anche se non avevo niente da dire, o riuscivo solo a scrivere un diario frammentario e sconclusionato, ma intanto scrivevo.
So benissimo i temi portanti della mia vita, i principi, i problemi, quel che mi piace e quel che mi fa adirare. Ma voglio scrivere una storia per divertire o per insegnare, non per vomitare fuori il male di vivere che tengo e per compiacermi, quel che dicevi proprio nella lezione 3 di non fare.

Beh, visto che ho i personaggi (almeno due principali, uno secondario ma importante, un altro che devo ancora decidere quanto sarà importante) vado avanti con le ricerche su quello che non so su di loro. Che mi sono segnata alcune cose da cercare. E continuo a leggerti domani con la lezione 5, vedendo se il lavoro già fatto mi consentirà ancora di riempire giusto qualche casellina per fare "il compitino" o se ci dovrò perdere più tempo.

Mi chiedo se parlerai della creatività più in là. E come si possa fare la griglia senza avere una piccola illuminazione prima. Noi piccoli disperati manovali della composizione cerchiamo un piano da seguire. Una scintilla. O un fossile, come direbbe King, visto che il terreno sotto i nostri piedi è pieno di tesori da dissotterrare.

Forse non ho letto con abbastanza attenzione i tuoi post dei giorni precedenti e mi sono scordata qualcosa, in mezzo c'eran le vacanze di pasqua e io ero in giro, quindi non ti ho letto per un po', mi sono solo dedicata a scrivere su uno dei miei tanti quadernetti. Ci riguardo, che è meglio. E leggo anche i commenti, che avevo lasciato indietro.

Ciao, sono passati due annetti da questo ultimo interessante commento e sono curiosa di sapere se ce l'hai fatta, Marzia. Chissà se vedrai mai questo mio commento.
Peccato, comunque, che nessuno tenga viva questa classe virtuale, nonostante sia ancora aperta e sia ancora e sempre possibile partecipare alla sfida del romanzo in cento giorni. Peccato che nessuno abbia mai risposto alle domande sull'esercizio della griglia poste qui su nei commenti. Io in effetti ho scoperto questo luogo solo qualche giorno fa e sarebbe stato bello trovarlo ancora vivo, oltre che accessibile.

Vi ringrazio per i vostri commenti.
Rispondo a Claudia, con la speranza che possa essere una risposta anche per gli altri.
Quando pubblicai nel 2009 queste lezioni, la mia vita aveva un contesto del tutto diverso. Come alcuni di voi sanno, poco dopo è nata Sul Romanzo Agenzia Letteraria, che ha portato molti impegni e nuove responsabilità.
Perciò mi scuso se non sono più riuscito a seguire i commenti delle lezioni, ma mi manca il tempo.
Prosegue il mio amore per la scrittura creativa con i corsi che tengo e con gli autori che rappresento presso gli editori.
Un caro saluto a tutti voi e grazie ancora.

Grazie per aver risposto. Può essere che ci incroceremo per altre vie un giorno :) Buon lavoro!

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