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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 2

Seconda lezione: gestione del tempo e responsabilità della vostra mente.

Per scrivere dovete cercare ogni giorno del tempo a disposizione, se non lo avete (o siete convinti di non averlo), urge trovare soluzioni.
Ricordate giorni fa quando parlavo di fare qualche rinuncia? Da tale concetto recupererete le ore da dedicare alla scrittura. C’è chi è mattiniero e chi invece ama la notte, rubate un’ora alla sveglia del mattino oppure andate a letto un’ora dopo.

Iniziate da subito, abituatevi quanto prima perché lo dovrete fare per 100 giorni, non dieci anni o una vita, ma per 100 giorni. Potete delegare qualcosa o rimandare con più intelligenza alcuni impegni (ad esempio concentrare le commissioni in un’unica volta)? Potete rinunciare per cento giorni alla televisione o a qualche telefonata non così importante? E farsi una semplice doccia invece che un bagno in vasca? Oggi dovete pensare insomma, oltre all’ora di sonno in meno, alle mille cose della giornata che siete in grado di fare in modo differente, risparmiando tempo: unica fonte che vi permetterà di impegnarvi nella scrittura.
Anni fa, io fui molto drastico, qualcuna delle persone a me care si preoccupò; spiegai loro che stavo tentando di realizzare un progetto (senza entrare nei particolari, non fatelo, vi spiegherò domani la ragione), si tranquillizzarono. Riuscii così ad avere circa un’ora e mezza ogni giorno per scrivere.
Volete o non volete scrivere un romanzo in cento giorni? Se non pensate voi stessi a trovare il tempo per farlo chi ci penserà?

La mente. Questo è un aspetto tanto fondamentale quanto il tempo. Lasciarla a briglia sciolta significa andare incontro ad un fallimento sicuro. Il vostro stato d’animo nasce nella vostra mente, indipendentemente dagli eventi. Non ne siete convinti? Pensateci con calma, non è ciò che accade che vi turba o vi rende felici, ma è la vostra reazione agli accadimenti che determina gioia o tristezza, malinconia o ansia.
Non basta che scriviate, dovete immaginarvi scrivendo, e fatelo spesso, più volte al giorno, la vostra mente si deve abituare a tale comportamento. Non sottovalutate questa operazione, da fare per cento giorni, gli studi a riguardo sono inequivocabili. Se non lo farete ogni giorno, sarete magari presi dall’entusiasmo all’inizio della sfida, poi, pure quello svanirà.

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Immaginatevi seduti nel luogo dove scriverete, avete vicino un tè caldo o un frutto? Silenzio imperante, musica classica o folk irlandese? Siate precisi nella visualizzazione. Lo ripeto, immaginatevi più volte durante il giorno, nessuno se ne accorgerà, ma per voi sarà fondamentale.
Dentro la vostra testa c’è da sempre una voce: «No, non ce la puoi fare!», «Non cambi mai!», «Scrivere ogni giorno per un’ora? Impossibile!». Capite che è la vostra mente a briglia sciolta? È lei che vi frega e vi demotiva.
Iniziate così: appena sentite la voce che vi invade, sostituitela con voi che state scrivendo, l’immagine che vi ho descritto prima. Siate vigili nei prossimi cento giorni: questo determinerà il successo della vostra sfida.

Siete pigri? Tendete a rimandare? Non sapete mai dire “no, non adesso” a chi vi disturba di continuo? Dovete spesso visualizzare i cambiamenti che desiderate.
Siete stupiti che ancora non vi parlo di descrizioni, dialoghi, storie, tecniche di scrittura, eccetera? Fra pochi giorni iniziamo anche con quello, ma non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, sentenziava un grande filosofo: siamo nel porto e stiamo preparando la barca. A domani.
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Commenti

queste operazioni sono comprese nei 100 giorni, o sono i preparativi? sono l'allieva dell'ultimo banco, quella che ha sempre bisogno di qualche spiegazione in più

@Morena: sono incluse nei 100 giorni, giungeremo alla lezione 100 e avrete in mano il vostro romanzo. A presto.

Questa impostazione mi piace. Eliminata la parte "romantica" della letteratura (quella che piace tanto a chi non scrive), resta quella viva, autentica che ha bisogno di lavoro, di artigianato. Questa, e non altre, è il giusto approccio allo scrivere (un approccio professionale?).
è soltanto la mia opinione, chiaro, non una legge della fisica.

Giorgio

@Giorgio: no no niente romanticherie qui! :) Di lavoro, di artigianato sì. Professionale? Non lo so, io mi limito a spiegare ciò che pare da anni sensato a me. Nessuna pretesa di altro. E se anche fosse professionale, lascio il giudizio a chi mi legge. A presto.

Ok. ci sono anche sulla preparazione della barca. Ma se il lavoro previsto é di un'ora al giorno, devo recuperare lavorando il triplo. Lo posso fare. Vado avanti.

Barca in allestimento

A.C.

ciao....questo blog...mi ha lasciato piacevolmente di stucco,mi riconosco in molti punti da te descritti.ho un progetto che ho trascurato da un po' di tempo,cioè sono conscio di poterlo riprendere ma forse non trovavo le motivazioni adatte sostituendole con comode e appaganti scuse.forse sto trovando di nuovo l'energia mentale necessaria a ricominciare,questo leggendo solo le poche righe fino a qui divorate in pochi minuti,sono felice davvero anche solo di immaginare quel foglio bianco davanti a me che ricomincia a sporcarsi delle mie idee.

Eccomi qua per la seconda lezione. Vorrei già scrivere ma sto frenando la mia mano e tanto per tenere in mano la penna metto su carta appunti delle tue lezioni e tengo un diario in cui riporto i sentimenti che mi lasciano le tue lezioni. Speriamo che questa volta la mia forza di volontà si rafforzi. Grazie ancora!

Ho appena terminato di leggere la Lezione 2 e premetto che non ti ho mai letto prima d'ora.
Mi andrebbe di rispondere per punti se la cosa non disturba:

- Il Tempo: ciò che consigli è del tutto scontato. L'organizzazione del tempo, la distribuzione degli impegni nella giornata... Non ha senso. E' scontato che se voglio essere io a prendere i figli a scuola, non posso andare i palestra a quell'ora. Così come se decido di scrivere un libro, non potrei andare in palestra. Se qualche lettore del forum avesse problemi in questo senso, probabilmente dovrebbe imparare prima a gestirsi la vita, poi - semmai - scrivere un libro.

- La mente. Sono completamente in disaccordo. La mente e gli stati d'animo che ne derivano dovrebbero essere sfruttati e non sopiti col meccanismo da te consigliato. Se siete in preda all'ansia, scrivete un pezzo del vostro testo, un abbozzo, utilizzando proprio l'ansia che state provando in quel momento. La paura, la tristezza, la rabbia, sono tutte emozioni genuine che aumenteranno lo spessore della vostra opera, perché il lettore percepirà, attraverso le parole impiegate in quella scena che il libro è reale, che il panico, la rabbia, l'ansia, la serenità, la tristezza sono COSE reali. Io suggerirei anzi di trasportarle all'interno del libro, ogniqualvolta ce ne sia la possibilità.

Leggo le altre lezioni ^^.

eccoci alla lezione 2!

il fatto di frenbare l'emozioni mi torna, poichè se provo ansia o tristezza e non le tengo a freno rischio di trasportarle nel racconto in un puntto ove non ci dovrebbero essere.
Grazie mille dei ocnsigli!
Barca in allestimento!!!

Samuel

cavolo, non sai quanto ti stimo, hai pienamente ragione, allora non sono pazzo io la sento davvero quella vocina, che mi dice: ma perchè lo fai, tanto non c'è la farai mai, perchè continuare, tempo sprecato dedicati ad altro...ma per fortuna io non gli dò retta, sono un tipo molto tenace, anche se non nego che un pò mi demoralizza, ma questo sito mi da un pò di forza oltre alla mia tenacia, sono sicuro che riuscirò a completare il mio primo romanzo...complimenti per il sito:)

Ci proverò ;)
Penso siano due tecniche molto buone.

Dopo questa lezione ho impostato cosi il momento dedicato alla scrittura.
1- Meglio se sono solo in modo da non distrarmi (è un po' difficile ma ci provo)
2- Cuffie e musica rilassante (classica può andar bene)
3- Immersione totale
l'ultimo punto in particolare permette di calarvi nei panni dei vostri personaggi e scrivere scrivere scrivere....

Ci sarebbe tutto un discorso dietro che riguarda il nostro cervello, la cosa certa è che con questi 3 punti si entra in uno stato in cui viene stimolata la parte creativa del nostro cervello (la parte destra).

Ciao, purtroppo mi rendo conto di essere arrivata in ritardo. Ma..non è mai tardi per iniziare!
Sono ancora nella tenera età, tuttavia non sono demoralizzata. Mi entusiasma l'idea che un giorno qualcuno possa leggere le mie idee, i miei pensieri, possa essere attratto da quelle che sono le mie sensazioni.
Beh, riguardo la mente, penso che ogni nostra sensazione, ogni nostro stato d'animo possa contribuire a dare una spinta in più al lettore, per non chiudere il libro perché troppo scontato. Le sensazioni sono quelle che vengono prima percepite. Provo un leggero tedio nel dovermi fermare fino a domani per leggere la lezione numero 3, ma devo farlo, perché conta la determinazione e la FORZA DI VOLONTA', giusto? Grazie mille, spero di riuscire a concludere questo progetto. E buona fortuna anche a te!

Iniziato oggi! Sarà una bella sfida perché sono molto discontinuo nelle cose, ma la soddisfazione di avere un romanzo mio finito e stampato in mano... Dio, non conoscerebbe eguali. Ti farò sapere come va! E comunque complimenti per questa iniziativa, è davvero utile per chi, come me, tenta di cimentarsi nello scrivere.

Ho potuto leggere solo quest'anno il tuo corso online, ma per fortuna che l'ho fatto! Non ho parole, quello che mi stai insegnando tu in questi giorni supera di gran lunga quello imparato in anni di scrittura creativa! Ma come hai fatto? Anch'io sono ben conscia dell'ultima parte sulla mente, ma finora non avevo mai pensato (e credo anche molti altri) a una soluzione come la tua! Sei... un genio! Ma dove sarei andata senza questo corso?
Per la parte del tempo invece sono un po'... in difficoltà. Sono ancora in età da liceo, e anche se il desiderio di scrivere un romanzo tutto mio -anche se magari non lo leggerà mai nessuno- è rovente fin da piccola, purtroppo non sono io ad avere il controllo della mia vita. Vedrò cosa fare, grazie ancora per il tuo miracoloso aiuto!

All'inizio ho fatto un po' fatica, abituata com'ero alla scrittura di getto, ma ho capito subito che un libro è diverso da un racconto o da una poesia. Ma non mi sono scoraggiata, mi sono messa a studiare, ho letto diversi articoli e ho capito che tecnica, programmazione, costanza, impegno non sono dei lacci per la creatività. E ho fatto proprio come ho trovato scritto in questa lezione: ho organizzato un angolo tutto per me, ho iniziato a imbastire una trama di poche righe lasciandola lievitare pian piano finché i personaggi hanno iniziato a muoversi davanti a me e a raccontare la loro storia. Adesso io sono lì, con loro, e ogni giorno scrivo, fossero anche poche righe.
Complimenti per il sito, mi sto perdendo fra gli articoli tutti molto interessanti e di certo adesso vi seguirò ogni giorno.

Salve! Io ho iniziato ieri e voglio continuare! Quale sarà il risultato non lo so ma, come sono abituata nella vita, voglio provarci sempre e perseverare, almeno fino a quando non mi rendo conto che quell'attività, quel sogno non fa per me.
Grazie per i consigli!!!!

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