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Intervista a Susanna Tamaro

Premio Campiello 2015

Premio Nobel Letteratura

Le ultime dal blog...

  • Autore: Daniele Franco
    Ven, 28/08/2015 - 11:30

    Dall’ironia postmoderna alla serietà ipermodernaSecondo alcuni critici, c’è un nuovo modo di nominare, e quindi concepire, il tempo presente: si parla infatti di ipermodernità per indicare il momento storico – anche se il termine non designa la totalità di una nuova era, come poi vedremo – in cui siamo immersi.

    Sulla postmodernità si è discusso tanto e ancora si continua a farlo. Accettata da alcuni, rifiutata da altri, il termine è stato al centro di accesi dibattiti. In ogni caso, i vecchi idoli postmoderni quali fine della storia, morte del soggetto, testualizzazione del mondo sembrano non mordere più. Il presente non si esprime più con la sua consueta ironia, né accetta l’anything goes e illaissez faire. È innegabile un recente quanto importante affermarsi di logiche comuni assolutamente attive che cercano di far presa sul proprio tempo, anziché lasciarlo scorrere via inerme. Forme di...

  • Autore: Elena Spadiliero
    Ven, 28/08/2015 - 10:30

    Medioevo si scrive maiuscolo o minuscolo?Come scrivete “medioevo”, maiuscolo o minuscolo? La storia delle maiuscole o minuscole è, in realtà, piuttosto controversa o, come suggerisce l’Accademia della Crusca, le questioni di natura grammaticale s’intrecciano spesso a ragioni ideologiche, morali o religiose. Questo può essere il caso di “chiesa” che abbiamo affrontato la scorsa settimana, dove abbiamo constatato il carattere distintivo dell’uso della maiuscola o della minuscola, da una parte “chiesa” per indicare l’edificio vero e proprio (quindi il luogo di culto), dall’altra la “Chiesa” in quanto istituzione.

    Per quanto riguarda “medioevo”, siamo di fronte a un termine che indica un periodo storico ben preciso (ma che designa anche «con tono polemico e spregiativo, il carattere retrogrado e anacronistico di istituti, mentalità, costumi che siano in aperto contrasto con le esigenze o l’evoluzione della vita moderna», fonte...

  • Autore: Irma Loredana Galgano
    Ven, 28/08/2015 - 09:30

    “Il segno dell’aquila”, intervista a Marco ButicchiÈ uscito ieri Il segno dell’aquila (Longanesi) di Marco Buticchi. Il testo si schiude con una citazione di Salvador Allende «Noi vivremo in eterno in quella parte di noi che abbiamo donato agli altri», scelta presumibilmente dallo stesso Buticchi per “aprire” il lettore alla sua storia, all’avventura e alla suspense. La narrazione si articola su due livelli temporali: la contemporaneità e il 500 a.C. con i protagonisti che sembrano rincorrersi attraverso il tempo e lo spazio e ricongiungersi proprio attraverso i ‘doni’ lasciati o ricevuti.

    Vel, Ramtha, Ati Nacma e i loro “compagni di avventura”, etruschi vissuti nel 520 a.C. che sembrano rivivere non solo nel racconto delle loro vicende ma anche attraverso le ricerche dei restauratori di opere d’arte antica Toni e Sara, che indagano sul loro operato. E la realtà si tinge ogni...

  • Autore: Alberto Carollo
    Gio, 27/08/2015 - 11:30

    “Le fragili attese” di Mattia Signorini: un romanzo coraleÈ un romanzo corale la nuova fatica di Mattia Signorini Le fragili attese, uscito in libreria per i tipi di Marsilio lo scorso aprile. Il giovane scrittore rodigino, classe 1980, ha scelto di raccontare la storia della pensione Palomar, un vecchio stabile a due piani in un quartiere periferico di Milano. O meglio, ha scelto di raccontare la storia di Italo, il suo proprietario, che a quasi ottant’anni ha deciso di chiudere l’attività, e dei suoi ultimi ospiti. L’idea di fondo ci è parsa quella di costruire per gradi i personaggi e le loro esistenze all’interno di una cornice immutata nel corso del tempo; la periferia è stata inglobata dallo sviluppo tentacolare della metropoli, che l’ha trasformata in un vasto dormitorio, ma la piccola macchia di muffa in un angolo della stanza che occupava Italo nel 1952, quando acquisì la pensione Palomar dal precedente gestore, è sempre la stessa, così come il suo allargarsi verso l’alto, «come il sentore di un’attesa»....

  • Autore: Annamaria Trevale
    Gio, 27/08/2015 - 10:30

    Un libro tutto da bereSapevate che sta per iniziare la diffusione globale di un libro da bere?

    Che con i libri si possano fare parecchie cose, oltre alla semplice lettura, è cosa nota: ci si studia, li si consulta per avere informazioni di ogni genere, dalle ricette di cucina alle istruzioni di montaggio di un apparecchio, e c’è persino chi li utilizza per pareggiare le gambe di un vecchio tavolo, ma fino a oggi nessuno avrebbe immaginato di bersi qualche pagina.

    L’idea è venuta a Teri Damkovich, un ricercatore di Pittsburgh, Pennsylvania, che ha presentato il suo Drinkable Book all’incontro annuale della Società Chimica Americana a Boston.

    Ma di cosa si tratta esattamente? Damkovich ha realizzato dei fogli di una carta speciale, contenente tra l’altro particelle di rame e d’argento, e li ha uniti insieme realizzando in modo artigianale una cinquantina...

  • Autore: Federico Ottavis
    Gio, 27/08/2015 - 09:30

    Granta Italia e il racconto dell’invisibileLeggendo i racconti contenuti nel sesto volume della rivista Granta, edita nella versione italiana da Rizzoli, può venire il sospetto, forse un vero timore, che quanto vi è scritto possa essere reale, riscontrabile nella nostra quotidianità. Una sequenza di autoscatti in cui si scorge più il male che il bene, dove l'invisibile è declinato sotto sagome orripilanti, in una ritrattistica terrificante. Il desiderio degli ambigui figuri che si avvicendano nei racconti degrada spesso nella mania, nel capriccio, anche bizzarro (i disturbi associati al gioco d'azzardo per Giorgio Falco, la chirurgia estetica masochistica della Mònica dello spagnolo Barba). Siamo alla periferia dell'individuo, laboratorio sociale. L'attacco al “centro” dell'universo sociale, al carico di violenza che comporta, inizia qui.

    Il corpo è un oggetto concreto, ma l'...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.